Elezioni europee: facciamoci del bene

Il rischio che, con le elezioni di giugno, le ragioni della pace restino prive di rappresentanza nel Parlamento europeo, almeno nella componente italiana, è forte. La presentazione di una lista credibile espressiva di tali ragioni è sempre più difficile. Ma non è impossibile ipotizzare l’inserimento di candidati autenticamente pacifisti come indipendenti nelle liste del M5S e di Alleanza Verdi e Sinistra.

La campagna di Russia dell’Europa

Due anni di guerra catastrofica e il fallimento in un mare di sangue della controffensiva ucraina non hanno insegnato nulla. In Europa si è formato un partito unico della guerra, in cui confluiscono tutte le forze politiche di centrodestra e di centrosinistra, con i verdi e i socialisti a contendere la prima fila ai popolari e ai conservatori. E il papa, che predica nel deserto, è accusato di collusione con il nemico.

«E mi no firmo»: quando Basaglia disse di no

È il 16 novembre 1961 quando Franco Basaglia, 37 anni, entra nel manicomio di Gorizia. Da subito comincia a coltivare un pensiero mai pensato prima: che si debba e si possa distruggere un manicomio, non riformarlo, cambiarlo, modernizzarlo, ma proprio farne a meno. Ci riuscirà. Poi le cose sono cambiate. Tocca, sempre, ricominciare e continuare e cambiare. È faticoso e difficile. Ma l’alternativa è la vergogna.

Gaza. Senza cessate il fuoco sarà un’ecatombe inimmaginabile

La situazione accertata a Gaza da una delegazione di Pd, M5S, Alleanza Verdi e Sinistra e varie Ong è drammatica. Ai bombardamenti si aggiungono la crisi alimentare e quella epidemica. Le condizioni igienico-sanitarie sono disastrose e gli aiuti internazionali bloccati. Senza un immediato cessate il fuoco si prevede che, alle attuali 30.000 vittime, se ne aggiungeranno, nei prossimi sei mesi, altre 85.000.

«Ringraziate i ragazzi che scendono in piazza e non hanno paura!»

«A Pisa il 23 febbraio non c’è stato nessuno scontro. Siamo stati picchiati e basta. Mentre eravamo pacifici, disarmati e con le mani alzate. E voi, rappresentanti della politica, state coprendo tutto questo, invece di chiedere, prima di tutto, scusa. Ma noi siamo ancora qua, non abbiamo paura e continueremo a lottare per un paese migliore. Con il vostro atteggiamento ci avete dato un motivo in più per scendere in piazza».

La morte di Barbara Balzerani, la malinconia, la rabbia

La morte di Barbara Balzerani ha riaperto lo scontro politico e culturale sul terrorismo, provocando, da un lato, attacchi forsennati della destra alle lotte e conquiste degli anni ‘70 e, dall’altro, post che esaltano la coerenza delle scelte brigatiste della “compagna Luna”. Senza cogliere, da entrambe le parti, che le battaglie degli anni ‘70 suscitano una legittima malinconia, mentre le azioni delle Brigate rosse meritano solo rabbia.

8 marzo: quando arriverà domani?

L’8 marzo è, anche, occasione per verificare lo stato della parità di genere. E la verifica non è incoraggiante. Nessun Paese del pianeta ha raggiunto la piena parità. L’Islanda è la nazione con il punteggio migliore (con il 91,2%), ma sopra l’80% di divario ci sono soltanto altri 7 stati: Norvegia, Finlandia, Nuova Zelanda, Svezia, Germania, Nicaragua e Namibia. L’Italia si trova poco sopra la media con il 70,5%.