Stati Uniti. Leonard Peltier è stanco

Leonard Peltier, simbolo della resistenza delle minoranze native negli Stati Uniti, è in carcere da 46 anni per una condanna all’ergastolo dopo un processo-farsa con una giuria di soli bianchi. Ormai alla soglia degli 80 anni, pur duramente provato e malato, continua, nonostante la stanchezza, a invitare il mondo a non dimenticate l’oppressione dei popoli indigeni. Intanto il comitato che ne chiede la liberazione porta la sua richiesta all’Onu.

N. Scott Momaday, Casa fatta di alba (Edizioni Black Coffe, 2022)

Casa fatta di alba è un libro uscito oltre cinquant’anni fa e prima opera di un nativo americano a vincere un Pulitzer. Come l’autore Abel, il protagonista, è un nativo americano, diviso tra tradizione e modernità, che vive sulla propria pelle gli effetti della guerra, dello sradicamento e dell’assimilazione culturale. Il titolo viene dal primo verso di una preghiera Navajo che è un’intensa invocazione del sacro da parte di una cultura antica, nobile e profondamente influenzata da principi estetici e morali.

Il centrodestra e la giustizia penale: un tele-programma che non dice nulla

Un programma elettorale deve, per definizione, indicare prospettive precise. Non è il caso dell’accordo sulla giustizia penale intervenuto nel cento destra, destinato, secondo le previsioni, a governare nella prossima legislatura. In esso ci si limita a slogan talmente generici da prestarsi a qualsiasi traduzione legislativa. Non si dice niente, e questo niente lo si dice anche piuttosto male.

Non solo calcio

Il calcio è scalzabile dalla graduatoria di popolarità tra gli sport nazionali? Probabilmente no, anche se, nelle competizioni mondiali, la sua stella brilla assai poco mentre sono in primo piano altri sport di squadra: dalla pallavolo al basket, dalla pallanuoto fino al baseball. Registrare questo stato di cose non vuol dire accettarlo ma rendersi conto della relatività di un primato quanto mai frangibile e contendibile.

Se per il consenso si truccano anche i numeri dei migranti

A quattro mesi dalla fine del 2022 risultano sbarcate sulle nostre coste 56.210 persone, meno di un terzo delle 181.436 del 2016 e la metà esatta rispetto al 2017. Eppure – siamo del resto sotto elezioni – si torna a parlare di “invasione dei migranti”. Non lo fa solo la destra: in Italia come in Europa abbracciano questa retorica anche i sedicenti progressisti, accodati alla narrativa mainstream.

Perché votare Unione popolare

A due settimane dalle elezioni del 25 settembre i giochi sembrano fatti con la sola incertezza dell’entità del successo di una destra fascista e dal programma impresentabile, favorito dalla scelte suicide del PD. Ma la risposta non può essere la rassegnazione. Abbiamo argomenti forti per motivare al voto anche coloro che, sfiduciati, si sono rifugiati nell’astensione o nella scheda bianca. Usiamoli!