Transizione

Transizione

E’ esagerato pensare che questi di oggi siano soltanto i prodromi del passaggio egemonico da Ovest a Est del pianeta, che dopo più di cinque secoli di Atlantico si stia aprendo l’era del Pacifico? L’indifferenza di tre quarti del globo per la tragedia ucraina sembrerebbe confermarlo. Riflessioni leggendo Chomsky

Alessandra Jatta, Foglie sparse (Voland edizioni, 2022)

Foglie sparse è il racconto della rivoluzione d’Ottobre attraverso lo sguardo di una nobildonna di Mosca che, improvvisamente, vede crollare il mondo nel quale ha sempre vissuto e il suo caparbio tentativo di salvare la sua famiglia e soprattutto la dignità. Una storia vera, i protagonisti degli eventi sono gli antenati dell’autrice, che descrive una classe sociale e il suo declino. L’utilizzo di fotografie, stralci di diari e documenti aggiungono significato all’intera narrazione.

Un altro lavoro per un’altra società

La prima esigenza di ogni famiglia è avere di che vivere. Questo obiettivo oggi si persegue attraverso il lavoro salariato, che esige una crescita continua. Dunque il consumismo appare inevitabile e la transizione ecologica resta un miraggio. Ma non è sempre stato così. Un diverso assetto del lavoro, del mercato e dell’economia pubblica è possibile. Un dossier per dimostrarlo.

Riace riparte

A Riace riparte l’accoglienza dei migranti, senza distinzione di provenienza, di lingua, di colore della pelle. In questi giorni una famiglia in fuga dall’Afghanistan si è unita ai profughi rimasti dopo gli attacchi politici, il processo, l’assurda condanna nei confronti di Mimmo Lucano. Una grande rete di solidarietà continua a sostenere il modello Riace.

Mauthausen e il giuramento della speranza

Il 5 maggio 1945 le truppe americane raggiunsero il campo di concentramento di Mauthausen, ultimo dei lager nazisti a essere liberato. I superstiti erano in condizioni disperate. E tuttavia, 10 giorni dopo, riuscirono a diffondere un appello, noto come il “giuramento di Mauthausen”, che è, incredibilmente in quelle condizioni, un inno alla libertà, alla giustizia sociale e alla pace. Non dovremmo dimenticarlo.

La donna dietro Lolita. Ricordo di Catherine Spaak

Catherine Spaak, morta pochi giorni fa a 77 anni, è nota come “la lolita del cinema italiano”. Non a torto, per i personaggi interpretati nei primi film (“Dolci inganni”, “La voglia matta”, “Il sorpasso”). Ma il suo ruolo più autentico, nel cinema e nella vita, è stato un altro: quello della giovane donna, non abbastanza sottomessa né abbastanza cinica, interpretata ne “La parmigiana” di Antonio Pietrangeli.