La pandemia e la paura. Ragionare con pacatezza

Il virus, evidenziando la nostra vulnerabilità, ha fatto emergere una paura diffusa della morte, cambiando il nostro approccio alla realtà, i paradigmi di riferimento, lo stesso modo di pensare. Ma, almeno ora, dobbiamo riprendere a ragionare con pacatezza sulle tecniche di governo adottate nell’emergenza, a cominciare dalla previsione dell’obbligo vaccinale (o di suoi surrogati).

L’ipocrisia delle riforme e la notte della democrazia

In alcuni passaggi del suo discorso di insediamento il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha invitato a restituire centralità al Parlamento. Al di là della retorica, non sembra però che ci sia oggi reale consapevolezza della gravità della situazione, come conferma il carattere confuso e contraddittorio della discussione in corso sulla legge elettorale e sulla riforma dei regolamenti parlamentari.  

Il noi mancante e la domanda di politica

La priorità per una classe dirigente all’altezza dei tempi è quella di impegnarsi per ricostruire spazi, luoghi e modalità per sperimentare in modo pratico la capacità di aspirare a un futuro condiviso. È un lavoro lungo e faticoso di costruzione politica e istituzionale, i cui effetti benefici si potranno vedere solo nel tempo e che, se ci saranno, potranno costituire le basi sociali per una nuova domanda di politica.

Delocalizzare i penitenziari e deportare i detenuti: accade in Danimarca

In base a un accordo tra Danimarca e Kosovo, 300 condannati detenuti nelle prigioni del Paese scandinavo, verranno trasferiti in una prigione situata a oltre duemila chilometri da Copenhagen. Il costo? 15 milioni di euro all’anno. Le prigioni vengono trattate come fabbriche di lavatrici e le persone ristrette come rifiuti di cui disfarsi. Il trattamento dei migranti ha fatto scuola.

Torino. Che fare di palazzo Nervi?

Per la transizione ecologica serve anche un dialogo tra cultura scientifica e tradizione umanistica. Un luogo dove attivarlo, a Torino, c’è. È l’ex palazzo del lavoro di Italia ‘61 realizzato su progetto di Pierluigi Nervi, in cui l’architettura e l’ingegneria sono state capaci di essere sintesi tra i due pensieri. Esiste anche un progetto al riguardo ma in pochi sembrano ricordarlo.

Le manganellate agli studenti sono solo la punta dell’iceberg

Vedere studenti e studentesse pestati/e è orribile; peggio se è il potere a esercitare violenza. Ma è solo la punta dell’iceberg di una scuola che, nell’accettazione rassegnata di tutti, rinuncia sempre più alla propria funzione critica e addestra i lavoratori del futuro a essere funzionari obbedienti e ossequiosi. Per fortuna una parte degli studenti comincia a ribellarsi.