Memoranda/ Io resto a casa

Uno dei più noti interpreti dell'”antropologia della restanza” descrive cosa significhi per lui – famiglia di migranti, nomade e sempre fuori luogo – “restare a casa” al tempo del Coronavirus. E propone, come antidoto, il ricupero e lo scambio di memorie: quali fatti accaduti vorremmo portare con noi nella “valigia della memoria e della speranza”.

L’ora più buia

Non era mai accaduto che venissero chiuse tutte le scuole, che venissero chiusi tutti i bar, che venissero chiuse tutte le chiese, che un regime di isolamento simile agli arresti domiciliari venisse imposto a tutta la popolazione italiana. Ciò ci costringe a confrontarci con l’insostenibilità dei miti che ci hanno reso così fragili.

Il (giovane) vecchio che leggeva romanzi d’amore

“Il vecchio che leggeva romanzi d’amore” di Luis Sepúlveda non è un libro come tutti gli altri, ma un libro sui libri, e sull’amore, sui libri d’amore e sull’amore per i libri, sugli amanti che si regalano libri e sui libri come regali d’amore. Per questo è una straordinaria occasione: per giovani e vecchi lettori.

In medio stat virus

Alla velocità della luce siamo regrediti a una sorta di ground zero, in cui sommersi e salvati si decidono in base a età e speranza di vita. Accade quando – con risorse scarse – la sopravvivenza biologica prevale su tutto. Così nell’epidemia non si rivela solo la nostra fragilità ma anche la fallacia di tutto il sistema di valori dominante e delle scelte compiute.