chi lo ha detto?
Potrebbe tranquillamente essere Di Maio, oppure Salvini… Il linguaggio è familiare… Ma, in realtà, non è nessuno dei due. È Benito Mussolini, 23 marzo 1921.
la politica puntoacapo
Potrebbe tranquillamente essere Di Maio, oppure Salvini… Il linguaggio è familiare… Ma, in realtà, non è nessuno dei due. È Benito Mussolini, 23 marzo 1921.
Il 31 marzo 2019 si è svolta a Torino l’assemblea ordinaria di Volere la luna. I lavori sono stati introdotti da Livio Pepino, Marco Revelli e Tomaso Montanari. All’esito di molti interventi è stato eletto il nuovo Consiglio direttivo e sono stati approvati il bilancio consuntivo del 2018 e quello preventivo per il 2019.
Da 30 anni, negli Stati Uniti, la previsione dell’arbitrato obbligatorio come meccanismo di risoluzione delle controversie sul lavoro ha privato i lavoratori di ogni tutela. A gennaio, peraltro, una pronuncia della Suprema Corte ha riaperto, per alcune categorie, la possibilità di rivendicare i propri diritti davanti ai giudici.
Il verde urbano spontaneo dovrebbe essere una risorsa (soprattutto nelle città più inquinate). E invece, per lo più, è considerato una discarica dai cittadini e un degrado dalle amministrazioni comunali. È il concorso di circostanze che ha portato all’azzeramento, a Torino, del Trincerone, un bosco urbano di tre chilometri.
Anche dopo l’analisi costi e benefici, che ne ha evidenziato l’insostenibilità economica, i fautori della Nuova linea ferroviaria Torino-Lione insistono. Con molti slogan e pochi argomenti. Ma con una campagna mediatica senza precedenti. Distinguere la realtà e le suggestioni continua, dunque, a essere necessario.
Il reddito di cittadinanza all’italiana è un dispositivo confuso e contraddittorio. Unisce in modo improprio misure volte all’inserimento lavorativo e interventi di sostegno al reddito che, insieme, non possono funzionare. Per di più colpevolizza i poveri con effetti boomerang anche sotto il profilo politico e sociale.
Statale jonica: 56 braccianti pakistani, nigeriani, bulgari e rumeni scoperti a un posto di blocco stipati in sette furgoni. Lo sfruttamento e il caporalato non accennano a diminuire. La situazione è sempre la stessa: 10 euro per 10 ore di lavoro. Così si raccolgono gli agrumi. Nell’assenza dello Stato.
Chissà cosa direbbe Milton Friedman, l’economista americano padre della flat tax, di fronte all’introduzione in Italia di quell’imposta. La domanda si pone perché la tassa piatta all’italiana è incoerente, applicata in modo disomogeneo e con effetti di grave iniquità. In ogni caso assai diversa da quella ideata da Friedman.