Valditara, ovvero come copiare peggiorando

Il ministro Valditara tesse, sussiegoso, le lodi di ciò che ha fatto. In realtà c’è poco da essere fieri. L’ultimo suo intervento è la riduzione a quattro anni dei corsi di studio degli istituti tecnici e professionali. Una riduzione di chiaro stampo classista, in cui Valditara, per di più, non ha inventato nulla, ma è riuscito nell’incredibile impresa di peggiorare i progetti dei suoi predecessori.

Quali linee guida per insegnare l’educazione civica?

Egregio Ministro Valditara. Le scrivo per ringraziarla delle Linee guida sull’insegnamento dell’educazione civica che ci ha inviato all’inizio dell’anno scolastico. Da oggi abbiamo un punto fermo nel nostro lavoro di docenti ed educatori: ci dirigeremo nella direzione esattamente opposta a quanto ci indica. Lo faremo quando parleremo di Costituzione, di proprietà, di uguaglianza, di diritti, di patria, di fascismo.

Il caso Raimo. Colpirne uno per educare gli altri…

In un dibattito Christian Raimo, scrittore e insegnante, contesta il ministro Valditara paragonandolo alla Morte Nera della saga “Guerre stellari”. Ne segue un procedimento disciplinare che ha come sbocco possibile il licenziamento. Tornano alla mente le parole di Piero Calamandrei: «La libertà è come l’aria: ci s’accorge di quanto vale, quando comincia a mancare»… Ecco, sta cominciando.

Valditara, le dannose banalità di un ministro per caso

Le esternazioni del Ministro dell’istruzione e del merito Giuseppe Valditara sono pari solo alla sua mancanza di conoscenza della scuole e di idee coerenti. Invoca l’umiliazione degli studenti, dice e disdice sull’apertura estiva delle scuole, sui concorsi per insegnanti e sulla data degli esami “di riparazione”. Una sola cosa è certa: il ministro non ha idea dei meccanismi elementari che regolano il funzionamento delle scuole.

Valditara, ovvero la tracotanza del potere

La volgarità delle esternazioni del ministro Valditara è un segnale di qualcosa di più profondo. Da un lato mostra che la “diffidenza di Stato” si rivolge contro ogni memoria antifascista mentre protegge la nostalgia del fascismo. Dall’altro evidenzia come il sogno del capitalismo che stravince sia quello di tornare a un mondo in cui nessun limite faccia da argine alla tracotanza dei potenti.