S’affaccia l’ennesimo condono

Con l’approssimarsi delle elezioni si riaffaccia lo spettro di un quarto condono edilizio. La successione dei condoni ha provocato nel territorio nazionale disastri (alluvioni, frane, esondazioni di fiumi etc.) simili a quelli prodotti da una guerra. Ma il partito della premier propone di riaprire i termini della sanatoria del 2003, così realizzando, sostanzialmente, un condono.

Alluvione in Romagna: gli occhiali del cemento

La quantità d’acqua che rimane sulla superficie di un suolo sano e naturale è sei-sette volte meno di quella che rimane in superficie in un’area urbanizzata. Ed è esattamente quello che è accaduto, di nuovo, in Romagna, come in altre Regioni. E che non diciamo abbastanza: il consumo di suolo aumenta i danni delle piogge, per di più piogge che saranno sempre più aggressive.

Chi si ricorda del suolo?

Il 5 dicembre c’è stata la Giornata Internazionale del Suolo. Nessun rappresentante istituzionale ne ha parlato. Poco male, se la Terra fosse rispettata e protetta. Ma non è così. Persino il disegno di legge sul “consumo di suolo” giace su qualche scaffale del Senato in attesa di essere discusso. Chissà quando.

Ripartire all’insegna del cemento?

La parola d’ordine è «ripartire comunque». Così, dietro l’angolo c’è il progetto di rovesciare sulla natura nuove colate di cemento. Nessuna forza politica propone di rilanciare l’economia con un piano neokeynesiano di messa in sicurezza del suolo (pur promesso al tempo delle elezioni da qualche smemorato ex ambientalista).