Le politiche migratorie della destra: deportazioni e arroganza

Le deportazioni in Albania di richiedenti asilo provenienti da paesi definiti “sicuri” sono il simbolo delle politiche migratorie della destra. Fino ad ora i giudici, applicando il diritto europeo, non le hanno avallate. Il Governo ha cercato di incidere sulle decisioni cambiando i giudici. Ma questi hanno continuato ad applicare la legge: cosa intollerabile per il Governo, che grida allo scandalo.

Il “paese sicuro” dove è stato torturato e ucciso Giulio Regeni

Nonostante le smentite dell’Unione europea e dei giudici, il Governo insiste nella “campagna d’Albania” per rimpatriare i richiedenti asilo con procedura accelerata. Ora ci prova con un decreto legge ma anche così non può stabilire che paesi come l’Egitto devono essere considerati “sicuri”. Meloni non se ne abbia a male: i magistrati applicando le regole europee dovranno continuare a dire “che l’asino non vola”.

Il protocollo Italia-Albania: confinare i rifugiati e svuotare il diritto d’asilo

La questione dell’apertura dei centri per migranti in Albania, pur imminente, è uscita dai radar. A torto, ché l’operazione comporta l’abbattimento di diritti fondamentali. I richiedenti asilo dirottati in Albania infatti, a differenza di quelli rimasti in Italia, saranno detenuti nei centri, senza alternative, lungo tutta la procedura.

La macchina del fango è sempre accesa

Questa volta tocca a me. Ci sono, a Siena, dei richiedenti asilo pakistani accampati per strada. Come Università per stranieri li accogliamo in corsi gratuiti di italiano e in mensa. La loro precarietà, peraltro, perdura e provoca, inevitabilmente, dei problemi che segnalo alle autorità competenti. Ciò non modifica le condizioni dei richiedenti asilo, ma provoca una campagna di stampa in cui divento io il razzista! Così, non a caso, va il mondo…

L’accordo Italia-Albania sui migranti: uno spot illegittimo e impraticabile

La presidente del Consiglio vanta come un grande successo il protocollo stipulato con l’Albania per il trattenimento di un consistente numero di richiedenti asilo in centri costruiti in territorio albanese. Si tratta, peraltro, di un accordo illegittimo e impraticabile che si inquadra nel risalente tentativo dell’Italia di esternalizzare le frontiere. Insomma niente più che uno sgradevole spot pubblicitario.

Come liberarsi dei rifugiati e vivere felici

Dopo la Danimarca è la volta del Regno Unito, il cui premier annuncia di aver concordato con il Governo del Rwanda il trasferimento nel paese africano dei richiedenti asilo approdati sul territorio di sua maestà britannica. Saranno le autorità ruandesi a esaminarne le richieste e a provvedere alla loro sistemazione. Così funziona la tutela dei diritti nella più risalente democrazia europea.

Richiedenti asilo e sistema di accoglienza

Le ultime modifiche normative hanno in parte ripristinato il modello di accoglienza dei richiedenti asilo sovvertito dai decreti Salvini, che avevano puntato su grandi centri gestiti dalle prefetture e sganciati dal territorio. Ma il coinvolgimento dei Comuni resta su base volontaria e ciò rischia di condizionare l’effettività del sistema.

Migranti: l’ipocrisia dell’Europa

Il Patto sulle migrazioni e l’asilo adottato dall’Unione promette un salto di qualità comprensivo dell’impegno al soccorso nel Mediterraneo e alla condivisione di responsabilità di tutti gli Stati membri. Ma la promessa è tradita dalle singole disposizioni che confermano la logica del rifiuto e la costruzione di un’Europa-fortezza.