La sinistra deve lasciarsi il tempo per nascere

La sinistra non riesce a farsi capire dal suo popolo perché crede di avere già le ricette pronte e che il proprio deficit sia organizzativo. Non è così. Le ricette del passato e il realismo politico (cosa fare per vincere) non servono. Ciò che potrà rilanciare la sinistra non è la promessa di mandare a casa la Meloni ma solo il rilancio di un’altra idea di società, un altro modello di convivenza, un’altra forma di vita capace di far sognare.

“Vermiglio”, di Maura Delpero

“Vermiglio” di Maura Delpero, Leone d’Argento alla Mostra del Cinema di Venezia, è stato definito il nuovo “Albero degli zoccoli”. In effetti i film hanno in comune una scomparsa civiltà rurale e uno stile estremamente realistico, ma c’è, nel film di Delpero, una profondità psicologica dei personaggi estranea a Olmi, interessato essenzialmente alla comunità della cascina come corpo unico.

Migrazioni: il realismo cinico di Minniti

I “competenti” – Marco Minniti tra loro – si distinguono dalle anime belle per il realismo. Accettano che i migranti muoiano attraversando le frontiere, ma non lo fanno per ostilità bensì perché “non si possono accogliere tutti”. E gli Stati che organizzano campi di detenzione dove i diritti sono strutturalmente violati vanno bene perché i nemici assoluti sono i “trafficanti”. Naturalmente in difesa delle nostre democrazie.

Re granchio

Film d’esordio di Alessio Rigo de Righis e Matteo Zoppis, “Re granchio” si dipana tra la Tuscia e la Terra del fuoco: un lungo racconto di vita che parte da osterie rurali d’altri tempi e approda ai grandi spazi e alle mitologie di frontiera. È un film avvincente che coniuga senza forzature la fiaba e la concretezza di certo cinema del reale che fa pensare, a volte, a Pasolini e a Olmi.

La paranza dei bambini

“La paranza dei bambini”, tratto dall’omonimo romanzo di Roberto Saviano, non racconta una storia vera ma riproduce fedelmente la realtà dei “baby boss” napoletani. Con grande efficacia, pur rimanendo a metà del guado tra un realismo “puro” e una rielaborazione più intima, allegorica e visionaria.