La riforma della destra e la Costituzione sfigurata

Il disegno di legge di riforma costituzionale della destra introduce una torsione monocratica e maggioritaria del sistema senza precedenti. Se fosse approvato, ci consegnerebbe una Costituzione sfigurata. La destra non ha i numeri per approvarlo con la maggioranza dei due terzi, richiesta per impedire il referendum “confermativo”. Per questo la presidente Meloni già cerca di trasformare il referendum in un plebiscito.

Gli aspiranti riformatori della Costituzione e la resurrezione dei morti

La disinvoltura degli aspiranti costituenti è, a dir poco, imbarazzante. Non si lasciano scoraggiare neppure dalla morte. Si prevede, infatti, che «nei casi di morte, impedimento permanente, decadenza, il Presidente della Repubblica può conferire l’incarico di formare il Governo al Presidente del Consiglio dimissionario». Semplice, basta assicurarne la resurrezione!

Contro l’idea di “un uomo solo al comando”

Cresce nel Paese la voglia di “un uomo solo al comando”: anche con la progressiva personalizzazione della politica e con modifiche di fatto delle modalità di governo. È una prospettiva antitetica al sistema costituzionale che, anche per il Governo, ha scelto un assetto collegiale in cui lo stesso presidente del Consiglio è solo un “primus inter pares”.

Presidente del Consiglio o premier?

Presidente del Consiglio o premier? Non è una questione terminologica. Il primo è il coordinatore di un organo collegiale, il secondo il titolare di un potere autonomo che può sostituirsi agli stessi ministri. Il modello costituzionale è il primo, ma la gestione del Piano di ripresa e resilienza sta trasformando Draghi in un premier.

Il ruggito del Conte

Secondo il Tribunale dei ministri il trattenimento di 177 migranti sulla nave Diciotti con divieto di sbarcare integra un sequestro di persona. In attesa del giudizio del Senato, il presidente del Consiglio se ne è assunto la “responsabilità politica”. Ciò non cambia la situazione giuridica ma evoca sinistri precedenti…