Iran. Per Trump una tregua obbligata

La guerra scatenata da Trump è a una stretta decisiva. Le prossime due settimane saranno tutte in salita per il presidente americano, che – dopo distruzioni, stragi e una drastica caduta di credibilità internazionale – non è riuscito a ottenere un cambiamento di regime a Teheran e si trova ora fra due fuochi: i seri rischi derivanti da una ripresa del conflitto e una umiliante resa, al di là dei proclami, ai dieci punti indicati dagli ayatollah.

Quale negoziato per l’Ucraina?

Finalmente in Ucraina le armi possono lasciare il posto al negoziato. Molti, peraltro, continuano a coltivare il mito di una impossibile “vittoria”. Non può essere così. Il cessate il fuoco e il negoziato devono consentire di affrontare con realismo i nodi che hanno provocato il conflitto e aprire un percorso di reale riconciliazione fra russi e ucraini. Nonostante tutto è possibile. Ma bisogna volerlo e non lavorare per la guerra.

Francesco, ovvero la pace attraverso l’etica e il diritto

La scomparsa di papa Francesco non attenua – non deve attenuare – la forza del suo insegnamento sulla questione della pace e della guerra, consolidato da riflessioni etiche e giuridiche che spaziano dalla messa al bando delle armi nucleari fino alla guerra in Ucraina. In questa temperie Francesco si è proposto come l’unico leader politico capace di opporsi alla catastrofe rivendicando le ragioni dell’etica e del diritto.

Ucraina: il piano di pace cinese e l’insipienza dei suoi detrattori

Per porre fine alla guerra in Ucraina c’è un piano della Cina che, a partire dal riconoscimento della sovranità nazionale di tutti i paesi e del diritto internazionale, propone un immediato cessate il fuoco e l’apertura di un negoziato su 12 punti. Ma tutti lo ignorano. In particolare gli Stati Uniti e la Nato che hanno sposato la causa della guerra fino alla vittoria militare dell’Ucraina (che pure non è nelle cose).

Tacciano le armi, negoziato subito!

Tacciano le armi, negoziato subito! Verso una conferenza internazionale di pace. Queste le parole d’ordine dell’appello lanciato dalla Rete italiana Pace e Disarmo insieme a una ampia coalizione di reti, movimenti, associazioni, sindacati, studenti e giovani per la giornata nazionale di mobilitazione per la pace in tutte le città italiane promossa per il 23 luglio.

Ucraina: una pace ragionevole e il futuro dell’Europa

L’invasione dell’Ucraina è a un punto di svolta. La strategia europea – sostenere la resistenza della popolazione ucraina con l’invio di armi in attesa che le sanzioni sortiscano effetti tangibili – è destinata al fallimento. Con conseguenze tragiche per la popolazione civile. L’unica via d’uscita è una pace ragionevole all’esito di un negoziato dallo sguardo lungo.