Una colata di cemento su Catania (e dintorni)

Non c’è solo la “madre” di tutte le speculazioni, il ponte sullo stretto di Messina. Il nuovo Piano Regolatore Portuale di Catania è un’ode al cemento: a mare e a terra. L’utilità delle opere è un corollario trascurabile e le istituzioni fanno a gara con i privati nell’incessante consumo della risorsa più facilmente disponibile: il territorio. L’importante è alimentare il ciclo del cemento e il connesso flusso di denaro pubblico.

Messina: l’inganno del ponte

Su impulso del ministro delle infrastrutture Salvini è tornato all’ordine del giorno il ponte sullo Stretto. Al di là della propaganda e delle chiacchiere ministeriali, il progetto del ponte rappresenta un grande inganno a danno dell’intera comunità nazionale, particolarmente grave perché la sua realizzazione sarebbe sotto molti punti di vista devastante, soprattutto per Calabria e Sicilia.

Quel fantomatico ponte tra Scilla e Cariddi resuscitato da Matteo Salvini

Di nuovo il ponte sullo Stretto: e rispunta il modellino di viadotto a una sola campata, presentato anni fa da Berlusconi a reti unificate e ora resuscitato da Salvini. Ma intanto il preventivo è raddoppiato: 15 miliardi a cui si aggiungono la scontentezza dei locali, il calo dei trasporti, le infiltrazioni mafiose… Senza contare i costi di manutenzione: a meno che non si voglia ripetere l’esperienza del viadotto genovese sul Polcevera.