Venezuela: come il Cile nel 1973

Gli Stati Uniti hanno bombardato varie località del Venezuela e ne hanno sequestrato il presidente. Il fine è il ripristino del controllo politico sul “cortile di casa” e l’accesso al petrolio di cui il paese sudamericano è ricchissimo. Non è una novità nella storia dell’imperialismo americano e il ricordo va al Cile di Allende. Intanto la situazione internazionale precipita e nessuno è oggi sicuro: né gli stati né le persone.

Bombe Usa sul Venezuela: un crimine internazionale e un copione antico

Quella del Venezuela è stata un’invasione che ha seguito un copione antico. Negli ultimi anni il controllo sul “giardino di casa” dell’America latina è stato realizzato dagli Usa soprattutto in modo indiretto. Ma, in Venezuela, ciò non ha dato i frutti sperati e così si è passati all’intervento militare, previa campagna di delegittimazione di Maduro.

14 punti su quanto sta accadendo in Venezuela

In Venezuela l’opposizione denuncia brogli da parte di Maduro e, senza attendere il controllo finale, sostiene di aver vinto le elezioni sulla base dei verbali (incontrollati) del 40% dei seggi. Perché solo del 40% quando il sistema prevede, per ogni seggio, verbali prodotti in automatico e successivi controlli incrociati con dati a disposizione di tutti? L’anomalia è clamorosa ma gli Stati Uniti si accodano…

Cosa succede davvero in Venezuela?

Quali che siano le opinioni, anche molto critiche, sugli ultimi anni del Governo Maduro è evidente che quella in corso è un’operazione orchestrata dagli Stati Uniti volta a far “saltare il banco” della difficile situazione interna pur di far cadere Maduro, mettendo in conto anche il rischio di una spaventosa guerra civile.

Dalla Siria al Venezuela

Nel conflitto venezuelano la democrazia non c’entra nulla. Se Maduro è impresentabile non si sta certo meglio in Honduras o in Guatemala. Ma il Venezuela ha la maggior riserva petrolifera del mondo e garantisce il controllo dei Caraibi. Ciò lo rende una carta decisiva per la rielezione di Trump.

Da Saddam a Maduro, il delirio dei liberal

L’atteggiamento dei nostri liberal sul Venezuela è a dir poco singolare. Oggi si compiacciono per l’accordo raggiunto tra gli Stati Uniti e i Talebani (quelli che mozzavano le teste allo stadio di Kabul) e considerano Maduro peggio di Saddam Hussein. È l’esito dell’adesione acritica alle politiche americane, qualunque esse siano.