guerra in casa

La guerra in casa – Il tradimento/3

L’Ucraina vissuta, infinitamente diversa dall’Ucraina madiatizzata, raccontata per Volere la luna da un imprenditore che lì ha lavorato per oltre trent’anni, dalla caotica transizione post-sovietica fino alle ultime settimane che hanno preceduto l’invasione russa. Una testimonianza preziosa per chi vuol capire, fuori da schemi ideologici e tifoserie di schieramento.

34° Rapporto Italia

La crisi è profonda e articolata. Il PNNR prova a dare delle risposte. Intanto cresce la consapevolezza del necessario spostamento del pendolo del rapporto tra Stato e mercato a favore del primo, che deve riacquistare il ruolo di soggetto primario, promotore di un nuovo sviluppo sostenibile sul piano economico, ambientale e sociale. A questo intreccio di problemi è dedicato il34° Rapporto Italia dell’Eurispes.

Contro la guerra

«Quanto alle genti che restano a casa, si rallegrano di nuovi eccidi, e allorché apprendono che vi sono molti Giapponesi uccisi, ringraziano qualcuno che essi chiamano Dio. E quelli che si astengono da simili manifestazioni, se tentano di far comprendere agli altri la verità, sono considerati come transfughi, traditori; sono minacciati o ingiuriati dalla folla abbrutita».

C’è un’alternativa alla guerra: ora

L’unica vera alternativa alla guerra è la pace. Ma ciò è negato ogni giorno, nelle parole e nei comportamenti. E se smettessimo, almeno a sinistra, di discutere se siamo più o meno pacifisti e ci ponessimo, tutti, un obiettivo politico-economico, e diretto: non accettare la mancanza di alternative alle spese militari e lavorare per spostare le spese previste ora per il riarmo all’ambiente, alla sanità, allo ius soli?

India: l’onda lunga della guerra in Ucraina

L’onda lunga della guerra in Ucraina si abbatte anche sull’India e sui paesi del Sud del mondo. Gli aumenti dei prezzi dei cibi, infatti, aggravano la drammatica situazione di insicurezza alimentare già pesantemente segnata dalla pandemia. Intanto, si intravedono, nei mercati dei futures collegati a materie prime alimentari, attività speculative foriere di ulteriori aumenti dei prezzi.

La guerra svuota la democrazia

La guerra cancella il pluralismo e il dissenso, semplifica e omologa la realtà, verticalizza le decisioni, chiude le possibilità di cambiamento, travolge l’espressione del conflitto e le istanze di emancipazione. Mobilitarsi per la pace è quindi anche agire per una democrazia pluralista e conflittuale, per un progetto di trasformazione della società nell’orizzonte della giustizia sociale.

Ucraina 2022. Ci sono alternative all’escalation della guerra?

La guerra in Ucraina continua in un crescendo senza sosta. La domanda è: ci sono alternative praticabili? Ci sono, seppur difficili, e il pacifismo non è né un’illusione né un cedimento alla prepotenza di Putin. Ma occorre muovere dalla convinzione che l’obiettivo è la pace, e non la vittoria di una delle parti. Gli interventi pubblicati in questa Talpa si propongono di dimostrarlo.

Piano di pace cercasi

Abbiamo superato il novantesimo giorno di guerra senza che si intravedano soluzioni. L’Italia ha finalmente emesso un vagito presentando la bozza di un piano di pace che, timidamente, affronta le controversie sul tappeto. Le reazioni di tutte le parti sono state negative. Ma non c’è alternativa. Occorre rilanciare, sollecitando Francia e Germania a ripresentare un piano di pace comune. Subito.

Il Partito democratico, la sinistra, la guerra

Il PD non è più la mia casa. Da tempo non lo incrocio nei luoghi della mobilitazione e della difesa dei diritti (dei migranti come dei lavoratori). A ciò si aggiunge, oggi, la scelta della guerra come mezzo di soluzione delle controversie internazionali e la censura di ogni posizione dissenziente. Intanto, nei territori, i progetti innovativi lasciano il posto all’esclusivo interesse ad autoriprodursi.

La guerra e le metafore a buon mercato

La guerra ha innescato una catena di luoghi comuni e di metafore banalizzanti che, a ben vedere, oltre a fomentare l’invasamento bellico, alimentano la convinzione che l’esito della guerra non possa essere un compromesso ma solo la vittoria di uno dei contendenti. Ma le metafore non devono essere conclusioni in cui infilare la testa come degli struzzi.