Argentina 24 marzo ’76: un golpe che ha fatto scuola

50 anni fa il golpe argentino aprì una una stagione di repressione feroce e indiscriminata con esecuzioni extragiudiziali, sequestri, carcerazioni in luoghi sconosciuti, torture sistematiche, dispersione finanche dei cadaveri. Fu, insieme al precedente cileno, uno spartiacque politico ed etico, conseguenza di scelte economiche liberiste, le cui conseguenze si avvertono tuttora. Ben oltre l’America Latina.

Birmania al dunque

La giunta militare golpista in Birmania/Myanmar è sull’orlo del collasso. Lo annuncia Zin Mar Aung, ministra degli esteri del governo ombra del National Unity Government. Ma, soprattutto, lo confermano i successi dei gruppi ribelli operanti nelle zone periferiche e della r esistenza nella grande regione centrale del Paese. Il David resta David con la sua fionda, ma il Golia non è più ciecamente convinto di essere Golia, l’imbattibile gigante.

Pioveva a Santiago del Cile l’11 settembre 1973

L’11 settembre 1973, il giorno del golpe, quando in Cile svanirono le speranze di democrazia, socialismo e uguaglianza, pioveva a Santiago. Pioveva anche in Spagna il 25 novembre 1998 quando Luis Sepúlveda, ricevette, in esilio, la notizia che la Camera dei Lord di Londra aveva convalidato l’arresto del generale Pinochet. Le sue parole a commento sono anche un’epigrafe di ciò che il golpe fu per i democratici cileni.

1973. Il golpe cileno e il giardino di casa degli Stati Uniti

Negli anni Sessanta nel mondo soffiavano impetuosi venti di cambiamento, alimentati dalla rivoluzione cubana che nel 1959 aveva spodestato il dittatore Fulgenzio Batista e parlava di socialismo, di giustizia sociale, di un mondo diverso e migliore. Il golpe cileno dell’11 settembre 1973 fu una delle reazioni degli Stati Uniti, insofferenti ai cambiamenti in atto in quello che consideravano il proprio “giardino di casa”.

Ora lo conosci, Víctor Jara

Un po’ di giustizia è alla fine arrivata, anche se con mezzo secolo di ritardo. Lunedì la Corte suprema del Cile ha condannato in via definitiva a pene tra gli 8 e i 25 anni di carcere sette militari per il sequestro e l’assassinio del musicista, poeta, regista e autore teatrale Víctor Jara, comunista e grande sostenitore del Governo Allende, catturato, torturato e finito a rivoltellate cinque giorni dopo il golpe del 1973.

La legge del contrappasso: Bolsonaro privato dei diritti politici

Il supremo organo della giustizia elettorale del Brasile ha condannato Jair Bolsonaro alla interdizione dai pubblici uffici per 8 anni. L’ex presidente non potrà, dunque, candidarsi alle prossime presidenziali. Gli è stato fatale il tentativo di interferire sullo scorso processo elettorale, denunciando brogli inesistenti e aizzando i suoi sostenitori contro i poteri costituiti.

L’Italia dei golpe

Tra il 1964 e i primi anni ’70 l’Italia ha conosciuto tre tentativi di colpo di Stato: il «piano Solo» del generale De Lorenzo, il golpe bianco di Edgardo Sogno e quello di Junio Valerio Borghese. Impropriamente sono stati declassati a operette. Ma senza fare i conti con quegli eventi non si capisce un periodo decisivo della storia del Paese.

Bolivia. La vittoria più bella

Il 18 ottobre, in Bolivia, Luis Arce è stato eletto presidente con il 53 per cento dei voti. I boliviani hanno cancellato il golpe di un anno prima contro Evo Morales. È stata una straordinaria vittoria dei movimenti sociali, delle donne, dei campesinos, delle popolazioni indigene che continuano a credere in «un altro mondo possibile».