Muriel Spark, Biglietto di sola andata (Adelphi, 2025)

Apparso nel 1970 e ora ripubblicato da Adelphi, “Biglietto di sola andata” ribalta schemi e stereotipi di genere. La protagonista è Lise. Fin da subito sappiamo che sarà uccisa, ma la vicenda è l’occasione per esplorare il lato oscuro della mente di una donna che cerca il suo scopo e la sua verità. Una vera chicca di grande attualità, scritta in uno stile sincopato ed energico.

Genere e fake news. A margine di un “non incontro” di pugilato

Alle Olimpiadi, in un incontro di pugilato, un’atleta (Angela Carini) si ritira assumendo di essere stata colpita “troppo forte” dall’avversaria (Imane Khelif, presentata da una vergognosa campagna mediatica della destra come un uomo o un trans). Lo sport, ovviamente, non c’entra nulla e la fake news è clamorosa. Ma serve a veicolare la tesi di un complotto in atto per sovvertire la “naturale divisione” tra maschi e femmine.

Il disegno di legge Zan e la libertà di odiare

Istigare a commettere discriminazioni razziali, etniche e religiose è, nel nostro sistema, un reato. Con il disegno di legge Zan l’illiceità penale viene estesa ai casi di discriminazione motivati dal sesso, dal genere, dall’orientamento sessuale, dall’identità di genere e dalla disabilità. Cosa v’è in ciò di liberticida?

Occuparsi dei diritti civili in piena pandemia?

La proposta di legge contro l’omofobia è stata approvata alla Camera e passa, ora, al Senato. La strada per il varo definitivo è ancora lunga. Ma un primo passo è stato fatto. È un buon segnale che ciò sia avvenuto in un periodo drammatico come questo: perché è nei momenti difficili che bisogna preoccuparsi dei diritti di tutti e di tutte.