L’asse Roma-Berlino che non mi piace

Il cancelliere Merz preannuncia, per la Germania, l’esercito più potente d’Europa e l’Italia si aggrega, rigorosamente in tuta mimetica. È una prospettiva inquietante per chi ancora ricorda gli orrori della guerra. Per dissolvere l’inquetudine una possibilità c’è: un’Italia e un’Europa neutrali che si battano per il diritto internazionale, la diplomazia, la pace. Ma è una prospettiva che non sembra interessare i nostri governi.

Israele: la perdita di consenso dell’esercito

Mentre continua a bombardare la Striscia di Gaza e a intensificare l’occupazione in Cisgiordania, l’esercito di Tel Aviv affronta una crisi profonda. Decine di migliaia di riservisti rifiutano di arruolarsi, aumentano le proteste pubbliche di militari contro la guerra e cresce il numero di suicidi tra i soldati. Ciò ha anche l’affetto di indebolire l’idea dell’esercito di popolo che ha contribuito a plasmare l’identità israeliana.

Birmania-Myanmar: una guerra che dura da più di 70 anni

C’è un paese in Asia, tra i più ricchi di risorse e dotato di una crudele bellezza, la Birmania-Myanmar, in cui è in corso una guerra che interpreta fedelmente i canoni dei manuali novecenteschi: eserciti schierati, bombardamenti aerei, artiglieria, guerriglia. Ma, non essendo in Europa, non ci divide in opposte tifoserie e non ci fa paura, anche perché ci è ignota (o perché ci abbiamo fatto il callo).

“La scelta”: un film sull’opera inutile e la gente comune

“La scelta” di Carlo Augusto Bachschmidt, è un film sull’alta velocità Torino-Lione. Non la storia dell’opposizione all’opera inutile, ma un resoconto a spot di quello che è accaduto in valle negli ultimi dieci anni, l’immagine di una contrapposizione insanabile: da una parte la gente comune che si batte, dall’altra le macchine, l’esercito e la politica (anche quella che promette e non mantiene).

La vera natura del Governo Bolsonaro

Il bolsonarismo controlla lo Stato attraverso le forze armate e la polizia, ma conta anche sull’appoggio dei gruppi paramilitari armati, le milícias. Fino a oggi è riuscito a mantenere un diffuso consenso attraverso l’uso senza scrupoli dell’indottrinamento religioso e delle reti sociali ma è sempre più evidente la sua incompatibilità con la democrazia.