Saba Anglana, La signora Meraviglia (Sellerio, 2024)

La ricerca delle origini in una Mogadiscio magica e la vita in una Roma contraddittoria. Nonna Abebech ci entra nel cuore: la sua giovinezza violata, il suo trovare l’amore, il suo turbamento, uno spirito pericoloso che si insinua in lei per poi tramandarsi alle donne di casa, fino ad oggi. Dov’è veramente casa? Una storia di donne, di famiglia a tratti dura a tratti commovente, meravigliosa!

Argentina. Un presidente che odia le donne

Milei e il suo governo odiano le donne. Non è una sorpresa, ma quell’odio si è trasferito dai social ad atti istituzionali: il declassamento del Ministero delle donne a sottosegretariato, la chiusura dell’Istituto nazionale contro la discriminazione, la trasformazione della Sala delle donne in Sala degli eroi argentini e via elencando. Contro queste politiche il movimento delle donne è sceso in strada l’8 marzo.

Le donne ibseniane, pilastri della società

Al di là delle apparenze e di alcuni giudizi superficiali, Ibsen è uno tra i pochi intellettuali europei della seconda metà del XIX secolo impegnato, sul piano letterario, per la causa del nascente movimento femminista. Nel suo ampio arazzo drammaturgico, popolato da soggetti falsi, sfumati e imperfetti, infatti, la donna rappresenta sempre, pur in diverse forme, l’elemento inverante e autentificante.

L’algoritmo della vergogna e le distorsioni del welfare

Una delle istituzioni più importanti del welfare francese, la Caisse d’allocations familiales (Caf), l’ente che si occupa degli aiuti sociali alle famiglie in difficoltà, per molto più di un decennio ha funzionato affidandosi solo a un algoritmo che controllava la metà della popolazione discriminando i precari e i più svantaggiati, le donne, i portatori di handicap. Per di più con un recupero irrisorio di somme erogate ingiustamente.

Uomini e donne: tra dominanza e uguaglianza

La prevaricazione, fino alla violenza, degli uomini sulle donne è una triste costante nella società non solo italiana. Essa è in genere spiegata con il perdurare della cultura patriarcale. Questa interpretazione non riesce però a chiarire perché il modello dell’uomo dominante e della donna subordinata sia così ampiamente diffuso in culture e tempi storici molto diversi tra loro.

Contro la violenza sulle donne: oltre gli interventi di facciata

Ad oggi sono 102 le donne uccise in Italia nel 2023, 83 delle quali in contesti familiari o affettivi. Ci si sta avvicinando a due femminicidi la settimana. In questo contesto la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre deve produrre una riflessione non rituale che aiuti anche a superare stereotipi e ipocrisie e ad andare oltre gli interventi di facciata.

Kurdistan: il genocidio degli Ezidi

Gli Ezidi sono una piccola popolazione di 500mila persone che vive da secoli prevalentemente nel nord Iraq. Nel 2014 sono stati vittime di una campagna dell’Isis tesa a sterminarli come gruppo etnico. 5mila sono stati uccisi, 7mila sono stati rapiti, 100mila sono arrivati in Europa, 350 mila sono stati costrette all’esodo. Se questo non è genocidio! Ma il mondo tarda a riconoscerlo.

La libertà fragile delle donne

C’è, all’interno del femminismo una vivace contrapposizione, e talora un vero e proprio scontro, sui temi della libertà di prostituirsi, della libertà di portare avanti gravidanze per altri e della libertà di indossare o meno veli islamici. Un recente libro di Valentina Pazé segnala i rischi di un approccio che trascuri le condizioni materiali delle donne e non approfondisca il rapporto tra scelta e mercato.

Madri fuori

In Italia vi sono attualmente 8 donne detenute ogni 100.000 abitanti donne (a fronte di un’incidenza di 182 per gli uomini). La presenza delle donne detenute nelle carceri italiane costituisce il 4,2% del totale. Il 31 gennaio 2023 erano in carcere 2.392 donne, tra cui 15 madri con 17 figli. Per porre all’attenzione la questione delle madri detenute con figli è stata lanciata la campagna “Madri fuori contro lo stigma”.