Democrazia italiana

Democrazia italiana – Finale di partita

L’elezione di Mattarella, decisa sull’asse che va da Palazzo Chigi al Quirinale, certifica la crisi profonda della democrazia italiana, con un Parlamento delegittimato (da sé) e un Esecutivo sempre più autonomo. Mentre si profila la minaccia mortale del Presidenzialismo, che permetterebbe al primo demagogo di turno di prendersi il Paese intercettando le passioni tristi di un popolo disorientato. È questo il pericolo contro cui combattere, da ora!

Splendori e miserie dell’Occidente

Il Summit per la democrazia organizzato dal presidente Biden alimenta la favola dell’Occidente come culla della libertà investito della missione di portare la democrazia nel mondo. Peccato che questa culla di democrazia comprenda, tra gli altri, l’Arabia Saudita e l’Egitto e che costruisca muri all’insegna dello slogan “immigrazione zero”.

Diritti umani, diritto disumano

C’è un filo rosso che collega le politiche contro gli immigrati di Matteo Salvini e la sentenza nei confronti di Mimmo Lucano: il crollo del senso morale provocato dall’istigazione all’intolleranza nei confronti dei deboli e dalla criminalizzazione di chi ne difende i diritti. È un veleno distruttivo, in grado di minare le basi sociali della nostra democrazia.

La democrazia fragile

La democrazia è fragile ed esigente. Oggi sembra svuotata. Scavando, dietro l’asfissia della politica, la degradazione della rappresentanza, i rigurgiti fascisti e la strumentalizzazione della rabbia sociale, c’è l’abbandono di un progetto di società nel segno della giustizia sociale, e il tradimento della Costituzione. Da questa consapevolezza occorre partire.

Il fascismo è fuori dalla Costituzione

La Costituzione è, nel contempo, un atto di unificazione tra le forze antifasciste e di esclusione del fascismo, della sua idologia e dei suoi metodi. Secondo la nostra Carta fondamentale la contesa politica deve svolgersi «liberamente» e «con metodo democratico». Per questo il fascismo – neo, para o post che sia – non ha diritto di cittadinanza nella Repubblica e non può godere delle libertà costituzionali.

Firme

Firme online, un successo problematico

L’enorme successo della raccolta di firme per promuovere il referendum sulla legalizzazione della cannabis è un fatto positivo. Ma con le firme online l’istituto referendario è cambiato, il rischio di inflazionarne l’uso e lasciare spazio ai demagoghi è forte, fare finta di non vederlo non è saggio. Anche se questa volta è per una buona causa.

Afghanistan: leggere la storia

Il dramma dell’Afghanistan non è una sorpresa. Già 10 anni fa un report del Parlamento europeo denunciava il fallimento dell’intervento nella regione. Una regione in cui, prima dei talebani e delle occupazioni russa e americana, le donne erano il 40% dei medici di Kabul, il 70% degli insegnanti, il 60% dei docenti all’università di Kabul e il 50% degli studenti universitari.