Nella nottata, costruire comunità

Le manifestazioni contro il nuovo (parziale) lockdown si moltiplicano. Il tutto in un contesto di rabbia, egoismi, paure, frammentazione. La sofferenza sociale non si racconta più in una storia collettiva di possibile liberazione, di «sortirne insieme». Eppure non c’è alternativa: non si esce dalla nottata senza costruire comunità.

Osservatorio mensile

Bolivia e Cile: di fronte alle vittorie democratiche la destra reagisce assassinando il segretario del sindacato dei minatori boliviani; il covid fa crollare l’industria tessile e dell’abbigliamento in Asia dove si realizza il 75% del fatturato mondiale; Svizzera: nel cantone di Ginevra introdotto il salario minimo di 25 dollari l’ora, il più alto al mondo…

È il momento della responsabilità

A primavera il Governo aveva risposto in modo adeguato all’irrompere della pandemia. Per questo andava difeso. Ma oggi il giudizio va ribaltato: di fronte al ritorno del contagio l’esecutivo si è mostrato impreparato e incapace di una visione generale. E non consola il fatto che analoga incapacità abbiano mostrato le regioni e l’opposizione.

Il senso della cultura al tempo della pandemia

In un tempo drammatico come l’attuale, una società di persone colte non accetterebbe lo starnazzio insensato dei media, rifiuterebbe i vaniloqui propagandistici di politicanti di ogni genere e, qualora fosse costretta a quarantene, saprebbe trasformare la costrizione in ricchezza interiore. Ecco perché occorre investire in cultura.