Lezioni americane: la giustizia

Negli Stati Uniti la Corte Suprema ha ridimensionato i poteri dei giudici di fronte agli “ordini esecutivi” del Presidente. Decisivo il voto dei componenti nominati dallo stesso Trump. È un ulteriore passo verso la fine della democrazia fondata sulla separazione dei poteri. Ed è una lezione anche per l’Italia alla vigilia di riforme costituzionali (dal premierato all’assetto della giustizia) che vanno nella stessa direzione.

Usa. Trump è eleggibile: parola della Corte Suprema

Mentre i sondaggi attestano che Biden ha raggiunto il più basso tasso di consenso da che è presidente ed è ampiamente superato nelle preferenze dell’elettorato da Trump, quest’ultimo è graziato dalla Corte Suprema e si districa abilmente tra i processi. Ciò frustra chi immaginava di sconfiggere Trump facendo uso del diritto, ma potrebbe dar fiato a quanti vedono bene la sostituzione di Biden con una diversa candidatura.

L’ombra dei giudici sulle elezioni degli Stati Uniti

Si avvicinano, negli Stati Uniti, le elezioni del 2024 e a breve inizieranno le primarie. Mai come ora il piano politico si intreccia con quello giudiziario. È un intreccio che coinvolge principalmente Donald Trump, pur in vantaggio abissale sugli altri concorrenti alla nomination repubblicana, ma anche Joe Biden rischia di essere trascinato in vicende giudiziarie che possono fargli perdere il sostegno di non pochi elettori.

Israele scende in piazza, ma è una buona notizia solo per metà

Da molte settimane Israele scende in piazza contro Netanyahu e il suo progetto di ridimensionamento della Corte suprema. È una buona notizia? Si, perché è è giusto ribellarsi contro gli attentati ai capisaldi dello stato di diritto. No perché la mobilitazione non coglie che il veleno che mina la fragile democrazia israeliana è la sistematica oppressione del popolo palestinese, contestata solo da una minoranza degli israeliani.

Il diritto all’aborto, le costituzioni, la lotta per i diritti

La sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti che ha cancellato il diritto di aborto è, per diversi aspetti, illuminante. Dice, in particolare, che i diritti non sono dati per sempre, ma vivono nella storia e sono l’esito di lotte e rapporti di forza. Certo, ci sono le Costituzioni, ma anch’esse possono essere oggetto di interpretazioni riduttive o abbandonate, sovrastate da una differente egemonia.

Stati Uniti. Dopo le sentenze su armi e aborto: c’era una volta la Corte Suprema

Le decisioni della Corte Suprema degli Stati Uniti sul porto d’armi e sull’aborto segnano un punto di non ritorno. La Corte ha scelto di abbandonare il piano tecnico e di scendere direttamente nell’agone politico, così ponendo una pietra tombale sulla sua credibilità come giudice delle leggi e decretando il declino del modello statunitense, associato a un ideale di civiltà giuridica avanzata.