Niente DOVRA’ ESSERE più come prima

Non è vero che “niente sarà più come prima”. Sarà “come prima”, forse “più di prima”: più ingiustizia, più stupidità di chi comanda, più gestione dissennata delle risorse, se non sapremo alzare la voce per dire che cambiare si deve. In troppi sono già al lavoro perché niente cambi: aziende che scalpitano per riaprire, SI TAV per rilanciare tutto, demagoghi in pista.

Memoranda/La casa (nel tempo del Coronavirus)

Una riflessione antropologica sulla casa quando il virus ci impone di “ritirarvici”, scritta in una terra, la Calabria, di migrazioni, abbandoni, ritorni, restanze… Dovremmo, da oggi, pensare a un nuovo senso dell’abitare e di rigenerare i luoghi, le comunità, noi stessi; dovremmo pensare al pianeta come a una grande Casa, dove ci sia posto, dignità, vita per tutti.

Libertà e buona sorte

Di fronte alle molte restrizioni di questi giorni risuona forte la domanda «è necessario?», che rimanda agli interrogativi di sempre sulla libertà di ciascuno e sui suoi limiti. Per le risposte soccorrono i poeti, a cominciare da Walt Whitman e dal suo “Canto della strada aperta”, magnifico inno alla vita e alla libertà.

Il vecchio e la bambina

Le strade, a Firenze, sono quasi deserte. Silenzio, una pulizia nuova dell’aria: una meraviglia e, insieme, un’angoscia di fondo che entra nell’anima. La sensazione limpida dell’assenza. Del lutto. Resta, come collegamento con la vita, il rapporto diretto con la mia nipotina e quello, indiretto ma intenso, con i miei ex studenti.

La vita nuda tra Immunitas e Communitas

Un lungo percorso di ricerca militante alla prova del virus. Se Covid 19 ci sbatte in faccia un futuro senza avvenire con una solitudine da Immunitas, il mettersi in comune porta invece a riscoprire quello che l’arroganza della disintermediazione e dell’individualismo proprietario voleva cancellare. La forza della comunità di cura che si fa comunità operosa.

Osservatorio mensile

Lula lancia un appello per una coalizione globale contro la diseguaglianza; l’Organizzazione internazionale del lavoro stima in 25 milioni la perdita di posti di lavoro nel mondo; la pandemia sta esasperando le diseguaglianze, il 40% dell’umanità non ha alcuna assistenza sanitaria; nel settore dell’abbigliamento stanno chiudendo migliaia di fabbriche…