Cambierà tutto? Uhm

Penso che non cambierà nulla. Più poveri, molti parecchio più poveri, continueremo a consumare per produrre: è la legge cui ci hanno sottomesso. E tuttavia qualcosa comunque si potrebbe tentare: per esempio tagliare le spese militari, ripopolare terre incolte e borghi abbandonati, praticare la solidarietà attiva e pensare diverso.

Coronavirus, fase 2: guai ai poveri!

La crisi imporrà lacrime e sangue. Ma a chi? Il Governo, invece di lavorare a un diverso modello di sviluppo, si affida a una task force di manager ed economisti rappresentativa degli interessi forti e respinge persino la proposta di un contributo di solidarietà sui redditi più elevati. Facile prevedere l’esito: ancora e sempre, guai ai poveri!

Il Coronavirus, la democrazia svedese e la disinformazione

Ovviamente tutto può cambiare da un giorno all’altro, ma ad oggi l’approccio svedese al Coronavirus è invariato, salvo pochi limitati correttivi. Anche perché per gli svedesi è impensabile che lo Stato vieti di uscire o di svolgere attività fisica all’aperto. Diverso sarebbe se a chiederlo fossero gli esperti, ma, al momento, così non è.

Il sistema vacilla

Al tempo del Coronavirus la crisi economica e sociale (oltre che sanitaria) non colpisce un solo paese, che può essere abbandonato al destino speculativo dei mercati-cravattari, ma tutti i paesi europei. È il modello che vacilla. Oggi si adottano misure temporanee e urgenti ma presto bisognerà scegliere tra rottura e continuità.

Immaginari pandemici

Rilanciare un modello sociale che guardi alla redistribuzione, ripensare i nostri stili e i nostri ritmi di vita, presidiare i nostri spazi di libertà: sono questioni che non possono restare sospese nel limbo della quarantena. Pensare e discutere, per quanto difficile, si può fare anche restando in casa.