Camminanti: la realtà messa in luce da un abbaglio

Decine di milioni di esseri umani di ogni età camminano, ogni giorno dell’anno, attraverso deserti e lungo confini per allontanarsi da guerre, regimi, carestie, calamità, fame e sete. Mi è parso di vederli, piccoli puntini neri, in una foto di Google. È stato un abbaglio. Provvidenziale, peraltro, perché mi ha spinto a indagare la realtà di questo popolo in movimento: i camminanti.

La doppia epidemia

A Lesbo e alla frontiera tra Turchia e Grecia centinaia di migliaia di profughi sono fermati e respinti con filo spinato, bastonate e colpi di fucile. Nell’Europa colpita e ferita dal Coronavirus c’è un’altra epidemia indotta dal virus della disumanità. È un’epidemia che erode nel profondo le nostre strutture politiche e culturali.

Dissacrare i confini, costruire contatti

I confini sono variabili ed eterogenei e impongono, a seconda dei casi, obbedienza o rifiuto. Oggi la priorità è abbassare i confini escludenti, gettare ponti di conoscenza, di riconoscimento e di accoglienza solidale, tra le culture, tra le persone, perché il destino umano è sempre più comune, inseparabile.