Il protocollo Italia-Albania: confinare i rifugiati e svuotare il diritto d’asilo

La questione dell’apertura dei centri per migranti in Albania, pur imminente, è uscita dai radar. A torto, ché l’operazione comporta l’abbattimento di diritti fondamentali. I richiedenti asilo dirottati in Albania infatti, a differenza di quelli rimasti in Italia, saranno detenuti nei centri, senza alternative, lungo tutta la procedura.

Quando il carcere uccide

In carcere e nei centri di detenzione crescono a dismisura i suicidi e le morti determinate da condizioni di vita intollerabili. Le storie di alcuni di quei morti sono illuminanti. Non bastano parole di circostanza e palliativi. Solo ripensando dalle fondamenta il sistema repressivo, la pena e la disciplina dell’immigrazione si potrà curare la malattia, e non solo nasconderne i sintomi.

L’altra faccia delle Canarie

Nell’immaginario collettivo le Canarie sono una realtà di turismo, di vacanza e di benessere. In realtà sono anch’esse terre di approdo di migranti, soprattutto senegalesi, dopo mesi di cammino, attraverso il deserto e sotto il ricatto dei trafficanti. E anche qui, come in Italia, essi non trovano accoglienza ma centri di detenzione.

Libia: la cooperazione complice

Nei centri di detenzioni libici operano, finanziate del nostro Ministero degli esteri, alcune ONG italiane. La finalità dichiarata è di migliorare le condizioni di vita all’interno. Un rapporto dell’Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione mostra peraltro come tali interventi rafforzino, in realtà, un sistema di costante e drammatica violazione dei diritti umani.

Lager in Libia. Una sentenza, un libro

I centri di detenzione per migranti in Libia, una sentenza della Corte d’assise di Milano, un libro. Non si può, in poche righe, riassumere l’orrore che trasmettono le pagine del libro. Al termine della lettura, viene solo da dire: «Leggete questo libro, per favore. Non girate la testa dall’altra parte».