Una colata di cemento su Catania (e dintorni)

Non c’è solo la “madre” di tutte le speculazioni, il ponte sullo stretto di Messina. Il nuovo Piano Regolatore Portuale di Catania è un’ode al cemento: a mare e a terra. L’utilità delle opere è un corollario trascurabile e le istituzioni fanno a gara con i privati nell’incessante consumo della risorsa più facilmente disponibile: il territorio. L’importante è alimentare il ciclo del cemento e il connesso flusso di denaro pubblico.

Alluvione in Romagna: gli occhiali del cemento

La quantità d’acqua che rimane sulla superficie di un suolo sano e naturale è sei-sette volte meno di quella che rimane in superficie in un’area urbanizzata. Ed è esattamente quello che è accaduto, di nuovo, in Romagna, come in altre Regioni. E che non diciamo abbastanza: il consumo di suolo aumenta i danni delle piogge, per di più piogge che saranno sempre più aggressive.

Il consumo di suolo in Italia

Il rapporto redatto dal Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente conferma dati già noti ma offre, insieme, un quadro drammatico. Basti dire che le colate di cemento non sono rallentate neanche nel 2020, nonostante il lockdown, e ricoprono quasi 60 chilometri quadrati, impermeabilizzando ormai il 7,11% del territorio nazionale.

Rapporto ISPRA 2020. Il cemento avanza ancora

Il Rapporto dell’ISPRA sul consumo di suolo conferma una situazione desolante. Il trend nel 2019 è continuato più o meno sulla falsariga del 2018, con circa 2 mq al secondo persi. Per un totale di 57 kmq. In (quasi) tutte le regioni. A dimostrazione del fatto che il partito del cemento è trasversale, destra o sinistra non importa.

Ripartire all’insegna del cemento?

La parola d’ordine è «ripartire comunque». Così, dietro l’angolo c’è il progetto di rovesciare sulla natura nuove colate di cemento. Nessuna forza politica propone di rilanciare l’economia con un piano neokeynesiano di messa in sicurezza del suolo (pur promesso al tempo delle elezioni da qualche smemorato ex ambientalista).

Giancarlo, che pianta gli alberi

Da anni Giancarlo, 86 anni, pianta alberi su un suo terreno, pur dichiarato edificabile, nel Comune di San Prospero, in provincia di Modena, uno dei luoghi con più alto consumo di suolo. Bisognerebbe farlo in molti, a cominciare dalle associazioni ambientaliste, per preservare la Terra e contenere la sua manomissione.