Contro la barbarie ci restano la cultura e l’umanesimo

Era il 1969 e Luciano Bianciardi, in una graffiante corrispondenza da Tel Aviv, svelava con la consueta lucidità l’operazione in atto di annientamento della Palestina. Solo gettando l’ancora nel passato si può capire il presente e magari scoprire che – come sostiene Daniel Baremboim – l’umanesimo è l’unica (e l’ultima) resistenza che abbiamo contro le pratiche disumane e le ingiustizie che sfigurano la storia umana.

I due dittatori

La mera esecrazione della tendenza verso la destra più pericolosa che si diffonde nel mondo non serve a niente, così come non serve indorare l’amara pillola. Bisogna sperare e agire perché ritorni la volontà di cercare ancora le vie per usare le conquiste della intelligenza collettiva per il bene comune e non come strumenti di arricchimento dei pochi e del loro dominio. Ripensando il socialismo contro la barbarie.

Fare memoria

Cosa significa fare memoria in modo propositivo e non semplicemente declamatorio? Significa trasmettere un sistema di valori, di idee, di modi di agire in grado di orientare nelle scelte e di guidare a riconoscere e denunciare i carnefici e gli indifferenti nel mondo. A ciò sono funzionali esperienze di comunità che mettano in dialogo realtà e persone che provano a farlo, ogni giorno, opponendosi alla barbarie.

diritto o barbarie

Diritto o barbarie

Il presente è preda di poteri selvaggi, la società è frantumata, la barbarie alle porte: comprendere il presente e tracciare una via per un futuro possibile è l’oggetto del percorso che Gaetano Azzariti propone nel suo recente libro Diritto o barbarie. Il costituzionalismo moderno al bivio.