La fiamma nera e l’antifascismo necessario

Come sarà l’Italia sotto la fiamma nera? Per saperlo basta guardare alle numerose regioni e città italiane che già si sono consegnate a una destra che non disdegna Casa Pound. Come sempre le prime vittime sono gli stranieri e i poveri. Superfluo dire che per opporsi a questa deriva non vanno scimmiottati i metodi e le parole della destra ma bisogna trovare nuove parole e inventare nuovi metodi.

L’ossessione di Letta: garantire lo status quo

La stella polare di Letta è chiara: garantire il sistema di potere in atto sia sul versante nazionale che su quello internazionale. Anche a costo di accantonare l’antifascismo di facciata, di perdere le elezioni e di arrivare a patti con la destra. Si spiega così la sua scelta di flirtare con tutti e di escludere solo il M5S, unica forza in qualche modo (e pur con molte contraddizioni) anti-sistema.

Elezioni: un campo largo a perdere

Il problema politico del Paese non è il tramonto di Draghi e neppure il voto anticipato. È la legge elettorale, che comprime la possibilità di scelta dei cittadini e attribuisce alla maggioranza una rappresentanza assai superiore alla sua reale consistenza. Oggi ciò gioca a favore dello schieramento compatto delle destre. Ad esso andrebbe contrapposto un fronte antifascista che, peraltro, non esiste.

Carlo Smuraglia, l’antifascismo, i giovani

Carlo Smuraglia se ne è andato. Per quasi un secolo è stato un punto di riferimento per chi perseguiva libertà e giustizia sociale: nella politica, nelle aule di giustizia, nella società, nell’Anpi. Nel libro-intervista che è stato il suo testamento politico si rivolge ai giovani: «Il futuro è in gran parte nelle nostre mani. Se diciamo che non ci sono alternative e ci arrendiamo, non ci sarà avvenire».

L’antifascismo ai tempi del Covid

La crisi economica, sociale, etica, oltre che sanitaria, morde pesantemente. Un mondo muore ma è difficile intravedere il futuro. Così, negli interstizi della crisi, si sviluppa il tentativo di movimenti neo e postfascisti di egemonizzare le piazze e dividere il mondo del lavoro. Per contrastarlo ci vorrebbero politiche sociali innovative ma non è questa la scelta del Governo e della sua maggioranza.

Volere la Luna aderisce alla manifestazione antifascista indetta dalla CGIL per sabato 16 ottobre

Scandalizzarsi per la violenza fascista, per l’esposizione di simboli di morte, per i rigurgiti razzisti è necessario ma non basta. Occorrono una mobilitazione e un’azione di contrasto sul piano culturale, scelte politiche tese a realizzare il progetto costituzionale di eguaglianza ed emancipazione, applicazione rigorosa delle leggi che vietano la ricostituzione, in ogni forma, del partito fascista.

Non arrendersi mai!

Come un secolo fa il Paese è affollato di fascisti dichiarati e di fascisti in doppiopetto. E in troppi assistono a questa deriva indifferenti o compiaciuti. Non abbiamo saputo immettere nella società, a tempo debito, i necessari anticorpi, ma non è mai troppo tardi per reagire. Per farlo dobbiamo capire ciò che siamo stati e ciò che dobbiamo essere; capire e non arrendersi: mai.