Argentina. Come disarticolare lo Stato in soli tre mesi

Download PDF

Cosa è cambiato da quando Javier Milei è stato proclamato presidente dell’Argentina? Occorre premettere che non esiste ambito della vita che non sia stato toccato dal nuovo governo, e se non è stato ancora modificato in qualche modo, è già stato preannunciato che lo sarà nell’immediato futuro. Non si tratta solo di politiche e servizi pubblici, ma anche di una dichiarata “guerra culturale” che minaccia di diffondersi ovunque. E anche le forme sono coerenti con i contenuti di questo nuovo modo di governare/regnare.

Questi i fatti salienti dei primi 30 giorni di governo (10 dicembre 2023 -10 gennaio 2024): il peso argentino è stato svalutato del 54%, facendo salire del 118% il cambio ufficiale con il dollaro (il che costituisce la terza svalutazione più pesante della valuta nazionale nell’intera storia del paese, e prepara il terreno per la “dollarizzazione” dell’economia); il 21 dicembre l’esecutivo ha presentato un Decreto di necessità e urgenza – DNU 70/2023 – con la previsione di riforme profonde che modificano e abrogano più di 300 leggi (si tratta di un documento di 83 pagine comprensivo di 366 articoli che impone una deregolamentazione economica, che dichiara «l’emergenza pubblica in materia economica, finanziaria, fiscale, amministrativa, pensionistica, tariffaria, sanitaria e sociale fino al 31 dicembre 2025» e che stabilisce la riforma dello Stato); il successivo 27 dicembre, per superare gli ostacoli procedurali che il decreto avrebbe dovuto affrontare, l’esecutivo ha inviato al Congresso il “Progetto di legge sulle Basi e Punti di Partenza per la Libertà degli Argentini”, conosciuto come “Legge omnibus”, un megaprogetto di 351 pagine con più di 664 articoli e sei allegati che comprende il testo del DNU e rappresenta il tentativo di approvare le riforme con un altro mezzo. Così, all’improvviso, considerando il decreto di necessità e urgenza e il suddetto disegno di legge, i legislatori si sono trovati a dover analizzare, discutere e votare più di mille articoli relativi a questioni afferenti le più diverse discipline giuridiche, politiche e istituzionali. Si tratta di un’offensiva che consentirà al governo di assumere “poteri legislativi” in queste materie poiché i legislatori sono obbligati ad accettare o respingere il documento nel suo insieme. In questo modo viene annullata, tra le tante, la legge che regola il calcolo delle pensioni. Contestualmente è stata proposta la flessibilità del mercato del lavoro ed è in corso di preparazione la privatizzazione delle aziende pubbliche. È interessante e rivelatore sapere che, sebbene il DNU presentato da Milei sia stato preparato in parte dal ministro dell’Economia, Luis Caputo, la maggior parte di esso è stato elaborato da un ex funzionario del governo Macri, Federico Sturzenegger, cioè da una specie di consulente esterno che non è esposto a sanzioni politiche per le sue responsabilità visto che non ricopre nessuna carica nel Governo.

Vediamo allora alcune delle misure presentate per capire il tipo di paese che questo presidente ha in mente.

La privatizzazione delle aziende pubbliche comprende, tra le altre: l’Arsat (Impresa argentina di soluzioni satellitari S.A.), società che fornisce servizi di trasmissione dati, telefonici e televisivi attraverso infrastrutture terrestri, aeree e spaziali; il sistema ferroviario; l’azienda che assicura i servizi di acqua corrente e che gestisce il sistema fognario; la televisione pubblica e l’agenzia di stampa Telam. A queste si aggiungono le centrali atomiche, l’amministrazione generale dei porti, i corridoi stradali, le poste e la banca centrale. Le abrogazioni e le modifiche delle leggi sul lavoro includono la riduzione degli indennizzi e la ricerca di meccanismi di compensazione alternativi da parte del datore di lavoro, un fondo di fine rapporto al quale aziende e lavoratori dovrebbero contribuire anticipatamente con fondi per coprire le indennità di fine rapporto, l’estensione del periodo di prova da 3 a 8 mesi per i lavoratori e la possibilità di concludere il rapporto durante tale periodo senza motivazione e senza diritto ad indennizzi. D’altra parte, si propone l’abrogazione della Ley de Tierras, una norma che limita la possibilità di vendere a stranieri terreni che hanno importanti fonti d’acqua o che si trovano in zone di sicurezza di frontiera. La sua abolizione consentirebbe di ripetere operazioni come quelle che hanno permesso a Luciano Benetton di essere il più grande proprietario terriero del paese: 655.990 ettari destinati ad attività agricole, zootecniche, forestali e minerarie nella provincia di Buenos Aires e, soprattutto, in Patagonia. Inoltre, vengono revocate le leggi che regolano la legislazione mineraria, vitivinicola, cotoniera e di promozione industriale.

Per accompagnare questi cambiamenti viene introdotto un nuovo Protocollo per il mantenimento dell’ordine pubblico, che regola soprattutto le riunioni nello spazio pubblico e la protesta sociale. Il capo del megaprogetto presidenziale relativo al controllo delle strade propone una riforma del codice penale con inasprimento delle pene per i manifestanti e impossibilità di accesso a pene alternative. La formulazione originaria prevedeva che se tre o più persone si riuniscono in uno spazio pubblico, devono chiedere il permesso al Ministero della Sicurezza. Successivamente l’articolo è stato ritirato a causa delle reazioni provocate. Emblematico è l’interscambio, nel Protocollo e in tutte le dichiarazioni di Patricia Bullrich (responsabile del Ministero della Sicurezza e forte alleata di Milei) dei termini corteo e blocco stradale o picchetti e protesta. Questa confusione organizzata induce l’identificazione sociale delle proteste come un crimine, motivo per cui si parla di criminalizzazione della protesta. A ciò si aggiunge la previsione del “grilletto facile” della polizia e la possibilità per le organizzazioni sociali di essere considerate “intermediari” perseguibili. È prevista, infatti, l'”identificazione degli autori, complici e mandanti” delle manifestazioni e delle proteste, nonché dei veicoli utilizzati per raggiungere la protesta al fine di creare un “registro delle attività” che consenta all’autorità giudiziaria di emettere un giudizio sugli indagati.

Mentre il DNU rimane in vigore grazie agli espedienti del partito di governo per ritardarne l’iter legislativo, altre battaglie si combattono su altri fronti. Il confronto aperto con le province in uno Stato federale come l’Argentina si è tradotto in un’esplicita estorsione nei confronti dei governatori affinché i loro legislatori sostengano le proposte dell’esecutivo. Altrimenti, le risorse raccolte attraverso le tasse e poi condivise e distribuite su tutto il territorio, continueranno a diminuire. Questo ricatto ha già colpito gravemente servizi come trasporti, sanità e istruzione nelle province, senza contare la paralisi determinatasi nei lavori pubblici che ha lasciato migliaia di persone senza lavoro. La situazione ha raggiunto nelle ultime settimane un livello di tensione tale che uno dei governatori della Patagonia ha minacciato di interrompere la fornitura del petrolio estratto nella sua provincia e ha subito ricevuto il sostegno degli altri governatori del sud.

Un altro motivo di preoccupazione è il nuovo allineamento internazionale proposto dal Governo, che non si è risparmiato nell’aprire fronti di tensione inutili con paesi come Brasile e Cina, che sono i principali partner commerciali dell’Argentina. Tutto questo in nome della lotta contro il “comunismo”, rappresentato in un caso dal partito comunista cinese e, nell’altro dal «corrotto e selvaggio sinistroide» Lula da Silva. Oltre a ciò, ci sono state anche provocazioni nei confronti del presidente della Colombia, che Milei ha definito «un comunista assassino». Inoltre sono state prese ulteriori decisioni che incidono sul posizionamento strategico del Paese a livello internazionale. Una di queste è la mancata adesione ai BRICS, nonostante gli sforzi fatti in passato dall’Argentina per ottenere l’adesione a un blocco che punta al multilateralismo, mai così necessario. Il rigido allineamento che il Governo Milei persegue con gli Stati Uniti impedisce la diversificazione delle relazioni con altri paesi, come, ad esempio, i paesi africani che fanno parte dei BRICS e che erano disposti a trarre vantaggio dalla produzione alimentare argentina. Queste alleanze apparentemente nuove corrispondono in realtà ai tradizionali partner strategici della casta liberale-conservatrice argentina e portano ad abbracciare come “nuovi amici” Trump, Bolsonaro, Meloni e Netanyahu.

Se si affronta invece l’aspetto fondamentale del discorso di Milei, cioè l’economia, si scopre che, nei primi due mesi dell’anno in corso, il bilancio nazionale è diminuito del 29% in termini reali rispetto allo stesso periodo del 2023, e che gran parte di questa percentuale corrisponde al taglio delle pensioni, nelle quali si è registrato un calo del -32,5%. A sua volta, il salario minimo ha subito un calo del -29,4%, rimanendo del 32,7% al di sotto del livello di un anno fa: il peggior calo salariale degli ultimi 20 anni. In altre parole, il Governo ha sottratto ai pensionati e ai lavoratori un terzo del loro reddito. In flessione anche, le opere pubbliche. Da quando il Governo ha deciso di bloccare i contratti, producendo la quasi totale paralisi dei progetti in corso, il calo reale stimato su base annua è del -94%. Vengono così messi a rischio i circa 500.000 posti di lavoro generati dal settore in tutto il paese. Le vendite in generale sono diminuite del 28,5%; a livello settoriale, nelle farmacie si è registrato un calo delle vendite del 46% rispetto all’anno precedente, e, cosa più importante, gli acquisti di generi alimentari hanno registrato un calo del 37%. Con il calo delle vendite e della domanda, la recessione è già palpabile e si registrano licenziamenti nel settore dell’edilizia, del commercio e dell’industria, così come chiusure di aziende e attività commerciali. Il panorama è peggiorato con la riduzione, avvenuta a febbraio, nella riscossione delle imposte interne, come l’IVA, che è crollata del 17% su base annua e del 7,5% su base mensile. Ecco alcuni esempi di ciò che gli argentini affrontano nella loro vita quotidiana, considerando gli ultimi 3 mesi: il pane è aumentato del 40%; il riso del 100%; il petrolio del 107%; un litro di latte dell’84%. Tuttavia non tutte le voci della spesa pubblica sono state ridotte: i pagamenti per il servizio del debito sono infatti aumentati del 139%.

Infine, la guerra culturale quotidiana non si ferma e ha portato a situazioni senza precedenti nel Paese. Una situazione imbarazzante si è verificata il 6 marzo, il giorno in cui Milei ha deciso di essere presente all’apertura dell’anno scolastico presso la scuola – privata e cattolica – dove sia lui sia la sorella (attuale segretaria generale della presidenza) hanno completato gli studi. La loro presenza è stata l’occasione per dettare la linea agli studenti presenti attraverso dichiarazioni come quella secondo cui l’istruzione pubblica è un “meccanismo di lavaggio del cervello”, “l‘aborto è un omicidio” e sono in agguato gli “assassini del fazzoletto verde” (in riferimento al movimento delle donne che, a sostegno dell’aborto legale, hanno utilizzato il fazzoletto verde come simbolo distintivo). Nel mezzo dell’intervento presidenziale e dei suoi slogan contro “il pericolo del comunismo”, due studenti sono svenuti nel giro di pochi minuti l’uno dall’altro. Di fronte a questa situazione, il presidente si è permesso di scherzare e ha affermato: «Ebbene, come vedete, menzionare i comunisti è così pericoloso che genera sempre problemi».

Nella sua lotta contro gli enti pubblici, il presidente ha declassato il Ministero della Scienza e della Tecnologia a semplice Segreteria e ha iniziato a tagliare i finanziamenti alle attività del settore. Il Consiglio Nazionale delle Ricerche Scientifiche e Tecniche (CONICET) ha subito nelle ultime settimane il licenziamento di dipendenti e una drastica riduzione del bilancio, restrizione che sta sperimentando anche l’intero sistema universitario. Un gruppo di 68 premi Nobel per la chimica, l’economia, la medicina e la fisica provenienti da tutto il mondo ha espresso “preoccupazione” per i tagli del Governo: «Temiamo un esodo di scienziati, studenti e futuri leader della scienza, il che comporterà un duro colpo per il futuro dell’Argentina», hanno scritto iin una lettera indirizzata al governo.

Allo stesso tempo, l’agenzia pubblica di stampa Télam è stata chiusa. Fondata nel 1945, l’agenzia è la più grande dell’America Latina e la seconda per importanza in lingua spagnola. La stessa sorte attende la radio e la televisione nazionale. Un importante parlamentare e youtuber di La Libertad Avanza (il partito del Presidente) ritiene che gli account dei social media possano sostituire l’agenzia di stampa in termini di portata e velocità. Nel frattempo, il presidente Milei porta avanti il suo piano di gestione via twitter.

Gli autori

Andrea Suárez

Andrea Suárez, italo-argentina, vive a Buenos Aires e attualmente si occupa della “Proposta Fondo Verde per il Clima” del Ministero per l’Ambiente e della Fao. Ha studiato in Spagna e, dal 1985 al 1991, in Italia, dove si è laureata presso la Facoltà di Scienze Politiche di Torino con una tesi su “Cooperazione economica tra l’Italia e l’Argentina”. Ha sempre lavorato nell’ambito della Cooperazione Internazionale.

Guarda gli altri post di:

One Comment on “Argentina. Come disarticolare lo Stato in soli tre mesi”

  1. Ho letto l’interessante articolo di Suarez che riempie un vuoto di informazione e fa chiarezza sulla situazione di un paese che per tanti di noi ci è vicino vuoi per essere italo argentini oppure italiani con parenti lì o ancora italiani che sono stati in Argentina per turismo o lavoro . Mi auguro che questa collaborazione continui portando informazioni altrimenti difficilmente reperibili .

Comments are closed.