Israele / Iran. La tigre della guerra è uscita dalla gabbia

Israele, bombardando l’Iran, ha provocato l’uscita dalla gabbia della tigre della guerra. Sarà difficile farla rientrare, anche perché sono gli stessi domatori – Stati Uniti e Unione europea – ad averla provocata, dando una nuova picconata al diritto internazionale. Superfluo dirlo, l’Occidente sta avallando una logica bellica e di sterminio che non porterà a un nuovo ordine in Medio Oriente ma a un’altra stagione di destabilizzazione.

Garlasco: il clamore mediatico è nemico della giustizia

Nei nostri giornali e televisioni lo spazio della cronaca nera è più del doppio di quello degli omologhi media europei. E cresce ulteriormente, sollecitando un interesse ossessivo, in casi come quello di Garlasco, in cui anche il Ministro della giustizia sfoga la sua smania di protagonismo. Inutile dire che tutto questo non aiuta la ricerca della verità e distoglie dall’approfondimento dei temi veri della giustizia e del paese.

Israele: la perdita di consenso dell’esercito

Mentre continua a bombardare la Striscia di Gaza e a intensificare l’occupazione in Cisgiordania, l’esercito di Tel Aviv affronta una crisi profonda. Decine di migliaia di riservisti rifiutano di arruolarsi, aumentano le proteste pubbliche di militari contro la guerra e cresce il numero di suicidi tra i soldati. Ciò ha anche l’affetto di indebolire l’idea dell’esercito di popolo che ha contribuito a plasmare l’identità israeliana.

Israele deve rinunciare all’arma della fame

Nulla può giustificare un blocco di due mesi degli aiuti umanitari vitali a una popolazione in difficoltà. Mai. Il blocco imposto all’enclave palestinese a Gaza dal 2 marzo è la prova di un crollo morale senza precedenti da parte dello Stato ebraico e della comunità internazionale. Israele sta smarrendo l’anima e devono essere messi in atto tutti i mezzi disponibili per fermarlo.