Rompiamo il silenzio sull’Africa

Un appello ai giornalisti italiani. Non vi chiedo atti eroici, ma solo di far passare ogni giorno qualche notizia sul dramma che sta vivendo il popolo africano. La maggior parte dei nostri media è provinciale, superficiale, integrata nel mercato globale. Questo perché i mass-media sono nelle mani di grandi gruppi economico-finanziari che hanno interesse al perpetuarsi di questa situazione. Ma occorre rompere il silenzio!

La Spagna dopo il pareggio elettorale

La Spagna è un’eccezione in Europa e il Governo Sanchez ha adottato misure in controtendenza con il liberismo imperante. Ma il pareggio elettorale mostra che la gestione dell’ordinario non basta. E mentre la destra, pur ridimensionata, ha un armamentario riconoscibile di risposte alle inquietudini sociali, la sinistra non riesce a produrre un immaginario forte, un’alternativa radicale all’altezza delle aspettative.

Elezioni in Spagna: no pasarán, per ora, poi si vedrà

È successo ciò che nessuno si aspettava: la destra non ha vinto. O la sinistra non ha perso. Determinante è stato l’atteggiamento arrogante della destra, sicura di conquistare il potere, che ha suscitato la reazione degli elettori di sinistra. Decisivo è stato inoltre il voto di baschi e catalani. Ma la Spagna rimane un paese polarizzato, dal baricentro fortemente spostato a destra.

Corpi in ostaggio. Se non paghi ti sequestro in ospedale

In molti paesi del sud del mondo, gli ospedali privati, foraggiati dalle istituzioni finanziarie europee per la cooperazione allo sviluppo, sfruttano i bisogni di comunità prive di strutture sanitarie pubbliche. E abusano sistematicamente dei pazienti. Imprigionandoli se non pagano il conto, negando loro il pronto soccorso se sono poveri, strattonandoli con tariffe improponibili. È la finanziarizzazione della salute!

Sfarinamento

Sfarinamento

L’egemonia americana, e con essa l’ imprinting della globalizzazione, si sta sfarinando, ma non si vede ancora chi o che cosa la sostituirà. E probabilmente si vedrà soltanto dopo nuove grandi crisi generali e nuovi sussulti. Forse anche l’infausta guerra putiniana è soltanto uno dei sintomi. O forse stiamo davvero vivendo (in ritardo) l’inizio dello spengleriano “tramonto dell’Occidente”.

La guerra in Ucraina e la crisi dell’ordine occidentale

La globalizzazione a guida USA è in crisi e all’orizzonte si staglia un ruolo egemone della Cina. Di questo processo la guerra in Ucraina è, insieme, un effetto e un acceleratore: un effetto perché a provocarla ha concorso il tentativo degli USA di allargare la propria influenza in Europa; un acceleratore perché le sanzioni avviate nel febbraio 2022 hanno spinto la Russia a lanciarsi definitivamente nel partenariato con la Cina.