Ventimiglia: il bar Hobbit deve vivere!
C’è, a Ventimiglia, vicino alla stazione, il bar Hobbit. Da 15 anni lo gestisce Delia Buonomo. Ventimiglia è una città di frontiera e negli ultimi anni è luogo di transito …
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C’è, a Ventimiglia, vicino alla stazione, il bar Hobbit. Da 15 anni lo gestisce Delia Buonomo. Ventimiglia è una città di frontiera e negli ultimi anni è luogo di transito …
Sappiamo tutti che l’Italia del futuro sarà multietnica e multiculturale, o non sarà. In realtà, lo è sempre stata. Chi lo nega sta solo cercando di mettere a reddito la paura dello straniero sventolando le false bandiere di una identità inventata: senza passato, e senza futuro.
È imminente un decreto sull’immigrazione. Dalla bozza emergono profili allarmanti di incostituzionalità in punto permessi di soggiorno, protezione internazionale, trattenimento in attesa di rimpatrio. Essendo un decreto legge esso entrerà immediatamente in vigore. Con danni irreparabili…
Le migrazioni sono la storia dell’umanità e, nel medio termine, producono crescita e ricchezza. Ma portano anche con sé incomprensioni, sofferenze, traumi. Occorre affrontarli, a livello individuale e con forme di governo del fenomeno rispettose dei diritti fondamentali di tutte le parti coinvolte.
Impedire ad ogni costo l’arrivo in Italia di migranti è l’ossessione del ministro dell’interno e del Governo, incuranti delle norme internazionali e di diritto interno in materia. E le istituzioni di garanzia (il capo dello Stato e la magistratura) tacciono. Così – è bene ricordarlo – muore lo Stato di diritto.
Un nuovo appello contro il razzismo. Un manifesto diffuso da associazioni e realtà operanti sul territorio e impegnate in favore dell’integrazione. Una denuncia delle responsabilità istituzionali e l’indicazione di un percorso alternativo possibile e necessario.
Negare l’omogeneità tra l’emigrazione italiana in Belgio negli anni Cinquanta e l’immigrazione di oggi in Italia è penoso. Soprattutto nell’anniversario dei 262 morti a Marcinelle “per miseria”, esattamente come i braccianti di Foggia.
«Stiamo raggiungendo il punto di non ritorno. Se non ci sarà l’assegnazione programmata non solo finirà l’esperienza di Riace ma saranno messi in strada 165 rifugiati tra i quali 50 bambini e 80 operatori perderanno il lavoro». La Rete dei Comuni Solidali (RECOSOL) avvia una raccolta popolare di solidarietà per superare questa fase estremamente critica.
Riaccompagnare nel porto di Tripoli e consegnare alle autorità libiche 101 profughi raccolti in mare, ai quali non è stato consentito di presentare domanda di protezione internazionale, è un reato. Questa la denuncia di 34 giuristi, che ne hanno investito la Procura di Napoli.
Non salvare chi naufraga è un crimine, lasciarlo morire in mare è un crimine, non aprire i porti o riportare i naufraghi in Libia è un crimine. Una politica disumana, nata con la legittimazione dei lager libici da parte del ministro Minniti e che prosegue oggi con Salvini, sta raggiungendo limiti mostruosi.