La disuguaglianza non conosce crisi

Il report di Oxfam “La disuguaglianza non conosce crisi”, predisposto per l’apertura del World Economic Forum di Davos, documenta un ulteriore aumento della disuguaglianza nel mondo. Pur a fronte di un 2022 nero sui mercati, dal 2020 ad oggi l’1% più ricco si è accaparrato quasi il doppio dell’incremento della ricchezza netta globale rispetto alla quota andata al restante 99% della popolazione mondiale.

Rapporto 2023 e Controfinanziaria

La nuova “Controfinanziaria” proposta da Sbilanciamoci! nel Rapporto 2023 contiene l’analisi critica della Legge di Bilancio 2023 appena approvata dal parlamento e una proposta di contromanovra a saldo zero con 75 proposte (quasi 54 miliardi) per una politica economica diversa e per indirizzare la spesa pubblica verso un modello di sviluppo alternativo fondato su sostenibilità, diritti, pace e giustizia sociale.

Ecomafia 2022. La criminalità ambientale in Italia

Nel 2021 i reati contro l’ambiente non scendono sotto quota 30mila nonostante una lieve flessione. Quasi il 44% si concentra in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. A livello provinciale, Roma è la prima per ecoreati. 9.490 sono i reati nel ciclo del cemento illegale; a seguire quelli dei rifiuti (8.473) e contro la fauna (6.215). C’è un’impennata dei reati contro il patrimonio boschivo e culturale. In aumento i furti di opere d’arte.

Il diritto d’asilo. Costruire il futuro con i migranti e i rifugiati

L’edizione del 2022 del Report della Fondazione Migrantes sul diritto d’asilo è, come sempre, una miniera di dati e informazioni. Talora sorprendenti. Una per tutti: L’Italia non è affatto – come molti dicono – un paese in primo piano in termini di accoglienza e asilo. A fine 2021, prima dell’inizio della guerra in Ucraina, Roma ospitava 145mila rifugiati, Parigi mezzo milione e Berlino oltre 1,2 milioni…

Non per noi ma per tutte e tutti: contro il carovita

Sette proposte contro la legge di bilancio in corso di approvazione che fa cassa sui poveri e scaraventa nella miseria milioni di persone. Sette proposte per tassare gli extraprofitti, rafforzare il reddito di cittadinanza, evitare tregue fiscali e condoni, garantire il diritto all’abitare, istituire il salario minimo, potenziare le risorse per salute e istruzione, abbandonare ogni ipotesi di autonomia differenziata.

Il riconoscimento dello Stato di Palestina è urgente

Il riconoscimento dello Stato di Palestina è possibile e urgente. È il primo passo da fare, è il segnale che la politica è tornata in campo per costruire la pace. Ancora una volta ci rivolgiamo al Presidente della Repubblica, al Parlamento, al Governo italiano chiedendo che si riconosca lo Stato di Palestina per avviare una politica di pacificazione nell’intera regione medio-orientale.

Sei per la Pace, Sei per Mille

I nostri nemici sono la povertà, la disoccupazione, la dispersione scolastica, la malasanità, la crisi climatica, il degrado ambientale, l’evasione fiscale. Le risorse che forniamo allo Stato devono servire per risolvere questi problemi, non per alimentare i conflitti tra gli Stati e le fabbriche d’armi. Per questo proponiamo di versare il 6 per mille della nostra imposta IRPEF a realtà che perseguano finalità coerenti con la difesa civile non armata e non violenta.

«Non possiamo più convivere con questa corsa verso l’abisso»

Intervenendo alla Cop27 Lula ha, tra i pochi, segnalato la drammaticità della situazione del mondo e assunto impegni precisi per contrastare il cambiamento climatico: «Dimostreremo che è possibile generare ricchezza senza provocare ulteriori cambiamenti climatici e promuovere crescita e inclusione sociale avendo la natura come alleato e non come nemico da massacrare con trattori e motoseghe».

Decreti sicurezza e accoglienza: effetti opposti a quelli promessi

Il Governo Meloni ha promesso il ritorno ai decreti sicurezza. Ma nei due anni in cui sono stati pienamente operativi quei decreti hanno prodotto più irregolarità, meno inclusione sociale e un sistema lontano dal modello dell’accoglienza diffusa. Ciò mentre si sarebbe potuto approfittare del netto calo degli arrivi per chiudere i grandi centri e strutturare il sistema secondo il modello dei piccoli centri.

I miliardari del carbonio

Gli investimenti di 125 miliardari in imprese inquinanti producono emissioni di CO2 equivalenti a quelle prodotte dalla Francia e superiori a quelle di cui è responsabile l’Italia. È una realtà che va smascherata e affrontata tenendo conto che un semplice aumento dell’imposizione fiscale al riguardo consentirebbe di raccogliere fino a 1.400 miliardi di dollari all’anno, fondamentali, almeno, per sostenere i paesi più colpiti dai cambiamenti climatici.