Contro la democrazia diretta: un approccio editoriale

L’ultimo libro di Francesco Pallante è una riflessione politica appassionata. Ma si presta anche a un’analisi editoriale. Cosa si richiede a un libro, oggi? Di avere buoni contenuti, ovviamente; ma anche di essere comprensibile, esauriente, approfondito e, ciononostante, succinto. Requisiti che si trovano in “Contro la democrazia diretta”.

Dove andrà la cultura dopo la quarantena?

Dove andrà la cultura? Nel lavoro culturale è sia necessaria sia desiderabile una gigantesca collettiva imprevista mossa del cavallo da parte degli attori che a vario titolo e in diversa forma creano cultura nel senso di produrre umanità: uno strappo collettivo nel vestito che l’opinione dominante vuole cucirci addosso.

Dare voce alla vita

L’ultimo libro di Paolo Di Stefano è una sorta di Buddenbrook mediterraneo più che un ennesimo prodotto del new realism o della decantata autofiction: nella storia di una famiglia del sud, sospesa tra Avola e Lugano, lungo le tappe di un esodo infinito, rivive l’epopea delle migrazioni interne, dal Sud verso Nord messa in forma letteraria.

Corpo e spazio, qui e ora

La relazione tra corpi, l’ importanza del qui e ora, del non differibile e non ripetibile è una forma di comunicazione essenziale nel teatro, ma non solo. Nella scuola in primo luogo, dove la relazione a distanza nel virtuale non può sostituire la forza educativa della compresenza reale e la relazione con i corpi degli altri.

Una storia rimossa nella Corea del Sud

«È vero che gli uomini sono fondamentalmente crudeli?». La domanda è il filo conduttore del drammatico e intenso romanzo “Atti umani” della sud coreana Han Kang: uno squarcio di luce sulle dittature militari del suo Paese e sul massacro di Gwangju, una strage a lungo negata, di cui ricorre in questi giorni il quarantennale.