Marylin

Marylin ha gli occhi neri

Il tema centrale di “Marylin ha gli occhi neri”di Simone Godano, è proprio il confronto con un modello irraggiungibile che è all’origine della nevrosi e dell’infelicità non solo dei protagonisti ma anche, spesso e volentieri, di noi spettatori. Con una lezione non da poco: che l’empatia verso gli altri passa, prima di tutto, dall’accettazione di sé stessi.

Madres Paralelas

Con “Madres Paralelas”, film d’apertura dell’ultima edizione del Festival del Cinema di Venezia, Pedro Almodovar accantona la rielaborazione autobiografica del precedente “Dolor y gloria” per abbracciare una visione collettiva, storica e politica, pur partendo sempre dal suo tipico, irreale, caloroso e dolente melodramma al femminile.

Ariaferma

Ariaferma, ultimo film di Leonardo Di Costanzo, proietta la realtà del carcere più di mille documentari. Merito della sua umanità a tratti devastante. Lo sfondo è un vecchio penitenziario sardo; la vicenda il confronto-incontro di un boss della camorra e del capo delle guardie penitenziarie; l’interpretazione, in una autentica gara di bravura, di Silvio Orlando e Toni Servillo.

Tre piani

Ultimo film di Nanni Moretti, “Tre piani” è parso a molti discostarsi dallo stile classico del regista. In realtà quel che si avverte è un cambiamento di pelle dell’autore, all’insegna della continuità, alla ricerca di una nuova chiave con cui leggere la realtà, le sue nevrosi e le sue maschere sempre più sole e incapaci di comunicare e comunicarsi.

Madre

Madre, miglior film del regista coreano Bong Joon-ho, veicola, sotto le sembianze di un thriller, il ritratto psicologico di una donna devastata e coriacea, pronta a tutto per difendere dall’accusa di omicidio il figlio, unica sua ragione di vita. Film di straordinaria intensità anche per la grande prova della protagonista Kim Hye-ya.

The father. Nulla è come sembra

“The father” di Florian Zeller, vincitore di due premi Oscar, è il ritratto di un anziano affetto da demenza senile proposto nella sua quotidianità, nel doloroso rapporto con la figlia, nell’angoscia e nel disorientamento suoi e di chi gli sta intorno. Un film di grande intensità in cui svetta un monumentale Anthony Hopkins.