“The Fabelmans”: due o tre cose che Steven Spielberg sa sul cinema

“The Fabelmans” di Steven Spielberg è un film autobiografico nel quale il regista, immedesimandosi in un bambino fa emergere alcuni fondamenti dell’arte cinematografica: il racconto fiabesco, il gioco delle emozioni, la manipolazione. Il tutto per parlare a un pubblico ampio, come ha saputo fare il cinema classico hollywoodiano, del quale Spielberg è degno continuatore.

40 cinema… e poi non ne rimase nessuno?

I cinema chiudono. Le scelte del Governo per contrastare la pandemia, l’uso abituale della visione casalinga in streaming durante i lockdown e ora il caro-bollette stanno concludendo un processo iniziato a metà degli anni ’50 con la diffusione della TV. Non si tornerà indietro, ma bisogna cominciare un’altra storia: quella della conservazione e dell’educazione alla fruizione dei film.

Italia oggi. “Siccità” di Paolo Virzì

In “Siccità”, ambientato in una Roma disperata e piegata da un’immaginaria estrema carenza d’acqua, Paolo Virzì opera il passaggio dalla lotta di classe al godimento individuale. Così si esce dal cinema turbati, perché, come nella migliore tradizione della commedia all’italiana, i film più riusciti di Virzì non sono solo film, ma anche specchi nei quali riconoscersi con un brivido di sgomento.

“I villeggianti” di Valeria Bruni Tedeschi: carcerati di lusso condannati a vita

Sopravvivere, senza volerlo, anche alle perdite più gravi ha un che di drammatico. È questo il filo rosso che domina “I villeggianti”, penultimo film di Valeria Bruni Tedeschi. Una ricca vacanza in una villa sulla Costa Azzurra trasmette in realtà un senso angoscioso di chiusura: più che di una (lussuosa) colonia estiva, sembra quasi trattarsi di una colonia penale.

La donna dietro Lolita. Ricordo di Catherine Spaak

Catherine Spaak, morta pochi giorni fa a 77 anni, è nota come “la lolita del cinema italiano”. Non a torto, per i personaggi interpretati nei primi film (“Dolci inganni”, “La voglia matta”, “Il sorpasso”). Ma il suo ruolo più autentico, nel cinema e nella vita, è stato un altro: quello della giovane donna, non abbastanza sottomessa né abbastanza cinica, interpretata ne “La parmigiana” di Antonio Pietrangeli.

Re granchio

Film d’esordio di Alessio Rigo de Righis e Matteo Zoppis, “Re granchio” si dipana tra la Tuscia e la Terra del fuoco: un lungo racconto di vita che parte da osterie rurali d’altri tempi e approda ai grandi spazi e alle mitologie di frontiera. È un film avvincente che coniuga senza forzature la fiaba e la concretezza di certo cinema del reale che fa pensare, a volte, a Pasolini e a Olmi.