E' titolare delle cattedre di Scienza della politica, presso il Dipartimento di studi giuridici, politici, economici e sociali dell'Università degli Studi del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro", si è occupato tra l'altro dell'analisi dei processi produttivi (fordismo, post-fordismo, globalizzazione), della "cultura di destra" e, più in genere, delle forme politiche del Novecento e dell'"Oltre-novecento". La sua opera più recente: "La sinistra impossibile da spiegare a mia figlia".
È coautore con Scipione Guarracino e Peppino Ortoleva di uno dei più diffusi manuali scolastici di storia moderna e contemporanea (Bruno Mondadori, 1ª ed. 1993).
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L’ultimo rapporto Censis documenta come il virus abbia colpito molto più duro in basso che in alto, impoverendo ulteriormente quelli più poveri e rafforzando i privilegi . L’assenza di una seria politica di contrasto alle diseguaglianze dopo la prima ondata ha trasformato un’emergenza sanitaria in una tragedia sociale.
Le manifestazioni anti-dpcm concluse a Torino con i saccheggi alle vetrine rappresentano un novum che non può essere liquidato con qualche anatema (fascisti, criminali) ma letto per quello che è: uno scenario di nonsense prodotto da decenni di scomposizione della società in senso acquisitivo e individualistico.
L’Autunno ’80 alla Fiat non segnò solo una sconfitta operaia, ma un passaggio d’epoca. Finiva il ciclo del conflitto industriale, e si preparava quella che in Italia sarà l’epoca berlusconiana. Allora anche la Fiat, e Torino, e l’intero Paese incominciarono un lungo declino. Con l’articolo anche i filmati di Pietro Perotti.
E’ difficile sostenere che quella del 20 e 21 settembre è stata una “vittoria per due” (Zingaretti e Di Maio). Ma sicuramente è stata una sconfitta per uno (Matteo Salvini). Da essa il governo esce teoricamente rafforzato, ma non certo “salvo”. Piuttosto dalle urne emerge un’ulteriore personalizzazione del voto che impone contromisure democratiche.
La “lettera interna”, intreccio di piagnisteo e di spirito predatorio, è esemplare di un’imprenditoria che ha fallito il passaggio storico al post-fordismo e che tira a gestire un capitalismo incapace d’innovazione scaricando sul lavoro le proprie inefficienze. Solo un soprassalto di conflitto sociale ci può salvare.
Il “Decreto semplificazioni” produce una sgradevole sensazione di déja vu, come se lo shock del coronavirus fosse passato invano. Domina ancora il mito della Grande Opera come condizione di sviluppo, mentre si ignorano gli interventi di territorio che potrebbero davvero creare lavoro e cambiare la vita. Senza una sostanziale inversione di tendenza si finisce male.
La Corte dei Conti Europea ha bocciato il TAV Torino-Lione su tutti i fronti: i tempi di attuazione, i flussi di traffico, l’impatto ambientale. E tuttavia il “paradigma” prevalente fondato sull’identificazione “Grandi Opere- Sviluppo-Progresso” resiste e ritorna in Europa come in Italia. Se non lo si respinge con fermezza, il nostro futuro sarà irrimediabilmente compromesso.
Ritorna il fantasma del Ponte sullo Stretto: un’opera costosissima, inutile e dannosa come il TAV in Val di Susa. Un cenno di Giuseppe Conte l’ha riesumato e subito i soliti spolpatori del bene pubblico ci si sono buttati, da Confindustria a Matteo Renzi passando per Berlusconi. Cancelliamolo subito: altrimenti il post-Covid ne sarebbe ipotecato gravemente.
“Niente di questo mondo ci risulta indifferente”. È una frase della Laudato si’ di Papa Francesco. E il titolo di uno straordinario libro che aiuta a leggere la tragedia della pandemia nel quadro di un mondo già malato, offrendoci gli strumenti per iniziare un percorso di risalita radicalmente altro dal passato. Alla totalità della malattia deve rispondere la totalità della cura.
L’estetica della morte è parte integrante della “disperazione culturale” tipicamente fascista. Dà forma alla sua distinzione tra Signori e gente comune. Ora quell’ombra la vediano profilarsi di nuovo, sotto il velo luttuoso dell’epidemia coronavirus, nei comportamenti dei nuovi aspiranti Signori. Costruire la comunità dei fragili per la vita è un buon antidoto.