E' titolare delle cattedre di Scienza della politica, presso il Dipartimento di studi giuridici, politici, economici e sociali dell'Università degli Studi del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro", si è occupato tra l'altro dell'analisi dei processi produttivi (fordismo, post-fordismo, globalizzazione), della "cultura di destra" e, più in genere, delle forme politiche del Novecento e dell'"Oltre-novecento". La sua opera più recente: "La sinistra impossibile da spiegare a mia figlia". È coautore con Scipione Guarracino e Peppino Ortoleva di uno dei più diffusi manuali scolastici di storia moderna e contemporanea (Bruno Mondadori, 1ª ed. 1993).

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L'”istinto di classe” del virus

L’ultimo rapporto Censis documenta come il virus abbia colpito molto più duro in basso che in alto, impoverendo ulteriormente quelli più poveri e rafforzando i privilegi . L’assenza di una seria politica di contrasto alle diseguaglianze dopo la prima ondata ha trasformato un’emergenza sanitaria in una tragedia sociale.

Il voto nelle “terre ballerine”

E’ difficile sostenere che quella del 20 e 21 settembre è stata una “vittoria per due” (Zingaretti e Di Maio). Ma sicuramente è stata una sconfitta per uno (Matteo Salvini). Da essa il governo esce teoricamente rafforzato, ma non certo “salvo”. Piuttosto dalle urne emerge un’ulteriore personalizzazione del voto che impone contromisure democratiche.

Grandi opere. Piccole idee

Il “Decreto semplificazioni” produce una sgradevole sensazione di déja vu, come se lo shock del coronavirus fosse passato invano. Domina ancora il mito della Grande Opera come condizione di sviluppo, mentre si ignorano gli interventi di territorio che potrebbero davvero creare lavoro e cambiare la vita. Senza una sostanziale inversione di tendenza si finisce male.

I buchi neri nel nostro futuro

La Corte dei Conti Europea ha bocciato il TAV Torino-Lione su tutti i fronti: i tempi di attuazione, i flussi di traffico, l’impatto ambientale. E tuttavia il “paradigma” prevalente fondato sull’identificazione “Grandi Opere- Sviluppo-Progresso” resiste e ritorna in Europa come in Italia. Se non lo si respinge con fermezza, il nostro futuro sarà irrimediabilmente compromesso.

Conte e il fantasma del ponte

Ritorna il fantasma del Ponte sullo Stretto: un’opera costosissima, inutile e dannosa come il TAV in Val di Susa. Un cenno di Giuseppe Conte l’ha riesumato e subito i soliti spolpatori del bene pubblico ci si sono buttati, da Confindustria a Matteo Renzi passando per Berlusconi. Cancelliamolo subito: altrimenti il post-Covid ne sarebbe ipotecato gravemente.

Nemesi e cura del mondo

“Niente di questo mondo ci risulta indifferente”. È una frase della Laudato si’ di Papa Francesco. E il titolo di uno straordinario libro che aiuta a leggere la tragedia della pandemia nel quadro di un mondo già malato, offrendoci gli strumenti per iniziare un percorso di risalita radicalmente altro dal passato. Alla totalità della malattia deve rispondere la totalità della cura.

Contro l’estetica della morte

L’estetica della morte è parte integrante della “disperazione culturale” tipicamente fascista. Dà forma alla sua distinzione tra Signori e gente comune. Ora quell’ombra la vediano profilarsi di nuovo, sotto il velo luttuoso dell’epidemia coronavirus, nei comportamenti dei nuovi aspiranti Signori. Costruire la comunità dei fragili per la vita è un buon antidoto.