E' titolare delle cattedre di Scienza della politica, presso il Dipartimento di studi giuridici, politici, economici e sociali dell'Università degli Studi del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro", si è occupato tra l'altro dell'analisi dei processi produttivi (fordismo, post-fordismo, globalizzazione), della "cultura di destra" e, più in genere, delle forme politiche del Novecento e dell'"Oltre-novecento". La sua opera più recente: "La sinistra impossibile da spiegare a mia figlia".
È coautore con Scipione Guarracino e Peppino Ortoleva di uno dei più diffusi manuali scolastici di storia moderna e contemporanea (Bruno Mondadori, 1ª ed. 1993).
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Il 25 aprile è stato la vittoria dell’Umano sull’Inumano. L’affermazione di un umanesimo testimoniato col sacrificio personale sulla disumanizzazione ostentata da regimi ed eserciti che marciavano sotto le bandiere della distruzione dell’Umano. Per questo è meglio che Salvini e quelli come lui ne stiano alla larga.
Sabato 6 aprile a Torino è andato in scena il declino della città. Un corteo triste, striminzito, con pochi operai e pochi padroni uniti nella questua. E nella ritirata di una società estenuata l’unico utilizzatore finale della manifestazione PRO TAV è stata la politica – da Maria Elena Boschi a Fratelli d’Italia –, in una campagna elettorale senza idee e passioni.
Di fronte alla straordinaria mobilitazione dei giovani del Friday for future, la maggior parte del “mondo adulto” si è divisa tra chi, con l’ipocrisia degli scribi, pur lodandoli li tradisce, e chi con la volgarità degli imbarbariti li ha messi alla gogna. Il che ci dice quanto stretta sia la via della salvezza del pianeta.
La partecipazione alle Primarie del PD è la resurrezione di Lazzaro, come hanno scritto i grandi giornali? O “il rimbalzo del gatto morto”, come dicono gli anglosassioni? Nicola Zingaretti è la svolta tanto attesa? O la continuità camuffata? I suoi primi passi sono terribilmente deludenti, a cominciare dalla scelta di inaugurare il mandato con un ossequio al TAV.
I volti degli “odiatori” contemporanei, dei costruttori di muri e sigillatori di porti come il nostro ministro dell’interno, assomigliano terribilmente a quelli dei derisori di Cristo dipinti da Hieronymus Bosch. Entrambi hanno vissuto la morte del prossimo.
L’ostentazione di brutalità di Matteo Salvini con la complicità di tutto il governo viola diritto e morale. Va giudicata in un tribunale e punita. Si impone, oggi, una mobilitazione eccezionale, all’altezza della gravità dei tempi. I nuovi chierici di questo infame “culto del truce” vanno fermati.
Di fronte al governo più feroce sul piano dei diritti umani che la storia dell’Italia Repubblicana ricordi, colpisce l’assenza totale di un’opposizione politica. Ma dietro quel vuoto viene avanti un progetto inquietante e suicida.
«Quanto più la paura non trova luoghi sociali di decantazione e di elaborazione emotiva, tanto più tende a trasformarsi in rancore e odio verso l’altro da sé». Il libro di Bonomi e Majorino, Nel labirinto delle paure, ruota intorno a questo focus. Un viaggio «di lavoro» dentro il «labirinto del sociale muto» alla ricerca del punto germinale di un’ inedita cattiveria.
Finalmente si può tornare a respirare a Torino. L’enorme manifestazione dell’8 dicembre ha ristabilito la natura di un confronto tra la vecchia Torino, delle madamine e degli imprenditori questuanti, e un movimento che rappresenta il futuro e non cede alla logica delle falsificazioni e della post-verità.
La manifestazione di Torino a favore del Tav Torino-Lione scontava, nella sua organizzazione e nelle modalità di mobilitazione una profonda ignoranza dei dati fondamentali e dell’informazione indispensabile per formulare un gioudizio. E’ il segno del declino di una città e di una classe imprenditoriale inadeguata.