E' titolare delle cattedre di Scienza della politica, presso il Dipartimento di studi giuridici, politici, economici e sociali dell'Università degli Studi del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro", si è occupato tra l'altro dell'analisi dei processi produttivi (fordismo, post-fordismo, globalizzazione), della "cultura di destra" e, più in genere, delle forme politiche del Novecento e dell'"Oltre-novecento". La sua opera più recente: "La sinistra impossibile da spiegare a mia figlia".
È coautore con Scipione Guarracino e Peppino Ortoleva di uno dei più diffusi manuali scolastici di storia moderna e contemporanea (Bruno Mondadori, 1ª ed. 1993).
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La vicenda delle mozioni sul TAV al Senato certifica la vuotezza dei 5Stelle, la convergenza del PD con la peggiore destra in nome degli affari, e soprattutto si è rivelata un clamoroso assist offerto a Matteo Salvini per la sua resistibile ascesa. La sua Lega cresce per la semplice ragione che intorno, a resistere, c’è il nulla. Ma non tutte le carte sono ancora state giocate…
Un Paese fallito che non fallisce. È in questa condizione sospesa di un’Italia che non vuole guardare la propria realtà che si generano i mostri: un governo morto che non muore, un’opposizione che non riesce a opporsi a nulla, un ministro di polizia che bestemmia. Solo un bagno di realtà e una carica di utopia ci potranno salvare.
Alla fine ce l’hanno fatta, gli ottusi custodi dell’ortodossia europea, a riportare alla guida della Grecia coloro che l’avevano mandata in rovina. E a far fuori il miglior governo che quel povero Paese avesse avuto da decenni per sostituirlo con banchieri e programmi dettati dal Fmi.
La canea scatenata contro Tomaso Montanari, reo di sacrilegio per aver osteggiato la santificazione di Franco Zeffirelli, rivela un male profondo: l’incapacità a tener ferme le posizioni, a concepire la cultura come confronto aperto tra alternative chiare, e la prevalenza dispotica del bon ton sulle antitesi etiche e politiche.
Il gesto di insubordinazione della Capitana coraggiosa a un ordine ingiusto e inumano ripropone l’eterno principio testimoniato due millenni e mezzo or sono da Antigone nel suo confronto con Creonte, con una differenza: che in questo caso, a Lampedusa, non si è violata una legge “della città” ma si è servita la Costituzione del Paese.
Con la manifestazione del 22 giugno a Reggio Calabria il sindacato si candida a un ruolo di supplenza nei confronti di una opposizione politica inesistente contro un governo a vocazione disegualitaria e autoritaria, destinato a portare il Paese nel baratro. Ma dovrà cambiare e di molto per essere all’altezza di un simile compito.
Alle europee un terzo dei votanti ha scelto la peggior Lega di sempre, conoscendone tutto il male, e assegnandole di fatto la guida del governo. Per questo la soddisfazione di Zingaretti suona assurda, prova del disordine mentale del suo partito che non ha saputo attrarre nulla al di fuori di ciò che era già suo, mentre alla Sinistra è notte fonda.
Le elezioni sono prossime e le opzioni che ci stanno di fronte sono tutte invotabili: nessuna raccoglie le nostre simpatie e, anzi, ognuna produce in noi serie antipatie. Eppure quel che sta accadendo nel Paese è davvero mostruoso e occorre reagire. Come? Così comincia il dibattito in “Volere la luna”.
L’esclusione dell’editore fascista Altaforte dal Salone del libro di Torino è una vittoria di quegli intellettuali che hanno fatto valere la propria indignazione, ma lo scandalo maggiore permane: la presenza al ministero dell’interno di chi a quell’editore fascista ha affidato il proprio manifesto politico.
A Torino il doppio volto del tradizionale corteo del Primo maggio rivela, come un termometro, il confronto tra un mondo del lavoro in declino, scialbo e senza parole, e una realtà emergente che contesta l’attuale paradigma prevalente in nome della difesa del territorio, di una vita a misura umana e di un lavoro non asservito. In mezzo: la polizia.