Francesca Marcellan vive a Padova, lavora presso il Ministero della Cultura e scrive di arte, soprattutto nei suoi aspetti iconologici. Sulla scorta di Morando Morandini, va al cinema "per essere invasa dai film, non per evadere grazie ai film". E quando queste invasioni sono particolarmente proficue, le condivide scrivendone.

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“Il sol dell’avvenire” è dietro le spalle

“Il sol dell’avvenire” di Nanni Moretti è quasi un fan-film, in cui c’è un po’ tutto: i dolci, la coperta patchwork, le scarpe, i palleggi, le canzoni cantate in macchina, la vespa (qui monopattino) ecc. Ma è solo apparenza. Il Moretti attore protagonista, nei panni di sé stesso, tradisce il suo disagio nel rifare le stesse cose che ormai non gli si addicono più, e lo stesso disagio si comunica allo spettatore.

“Il ritorno di Casanova”, due film al prezzo di uno

Ispirato a un racconto di Arthur Schnitzler, l’ultimo film di Gabriele Salvatores è un intreccio tra un devastante dilemma amoroso di un regista ormai anziano e il montaggio di un suo film su Casanova. Opera ambiziosa ma non riuscita, costruita su una vicenda poco plausibile e legata all’arcaica idea che un uomo di potere non diventa mai vecchio e sarà sempre attraente per qualsiasi donna.

Oggi al cinema: Francia-Italia 2 a 0

Dopo i fasti di Germi, Monicelli e Risi, la commedia all’italiana langue mentre quella francese sembra inesauribile. Forse perché quest’ultima è colta e fuori del tempo mentre la nostra metteva in campo soprattutto soggetti tratti dalla concretezza dell’esperienza. Se è così, sarebbe bene interrogarci sulla situazione dell’Italia di oggi. Magari farebbe bene anche al nostro cinema.

“The Fabelmans”: due o tre cose che Steven Spielberg sa sul cinema

“The Fabelmans” di Steven Spielberg è un film autobiografico nel quale il regista, immedesimandosi in un bambino fa emergere alcuni fondamenti dell’arte cinematografica: il racconto fiabesco, il gioco delle emozioni, la manipolazione. Il tutto per parlare a un pubblico ampio, come ha saputo fare il cinema classico hollywoodiano, del quale Spielberg è degno continuatore.

40 cinema… e poi non ne rimase nessuno?

I cinema chiudono. Le scelte del Governo per contrastare la pandemia, l’uso abituale della visione casalinga in streaming durante i lockdown e ora il caro-bollette stanno concludendo un processo iniziato a metà degli anni ’50 con la diffusione della TV. Non si tornerà indietro, ma bisogna cominciare un’altra storia: quella della conservazione e dell’educazione alla fruizione dei film.

Italia oggi. “Siccità” di Paolo Virzì

In “Siccità”, ambientato in una Roma disperata e piegata da un’immaginaria estrema carenza d’acqua, Paolo Virzì opera il passaggio dalla lotta di classe al godimento individuale. Così si esce dal cinema turbati, perché, come nella migliore tradizione della commedia all’italiana, i film più riusciti di Virzì non sono solo film, ma anche specchi nei quali riconoscersi con un brivido di sgomento.

“I villeggianti” di Valeria Bruni Tedeschi: carcerati di lusso condannati a vita

Sopravvivere, senza volerlo, anche alle perdite più gravi ha un che di drammatico. È questo il filo rosso che domina “I villeggianti”, penultimo film di Valeria Bruni Tedeschi. Una ricca vacanza in una villa sulla Costa Azzurra trasmette in realtà un senso angoscioso di chiusura: più che di una (lussuosa) colonia estiva, sembra quasi trattarsi di una colonia penale.