Francesca Marcellan vive a Padova, lavora presso il Ministero della Cultura e scrive di arte, soprattutto nei suoi aspetti iconologici. Sulla scorta di Morando Morandini, va al cinema "per essere invasa dai film, non per evadere grazie ai film". E quando queste invasioni sono particolarmente proficue, le condivide scrivendone.

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“Le mie ragazze di carta”

Ambientato nel 1978, il film di Luca Lucini racconta l’inurbamento a Treviso di una famiglia di origine contadina. Storia corale raccontata dalla voce del quattordicenne Tiberio, che da un compagno di scuola più smaliziato scopre l’esistenza delle “ragazze di carta”, il film avrebbe notevoli potenzialità se non fosse appannato dal fatto che gli è stata tolta ogni spigolosità non televisiva.

La morte di Berlusconi e i 50 anni di “Malizia”

Per uno strano corto circuito, la morte di Berlusconi mi ha ricordato il film di Salvatore Samperi “Malizia” (1973), interpretato da una affascinante Laura Antonelli. Un film rivelatore e anticipatore della figura di donna che attraverserà il cinema e la cultura nei decenni successivi: realizzazione dei sogni e delle fantasie di tutti gli uomini di casa, angelo del focolare e oggetto del desiderio.

“Rapito” di Marco Bellocchio

Nel 1852 Edgardo Mortara, figlio di una famiglia ebrea, viene battezzato da una domestica; per questo papa Pio IX lo fa togliere ai genitori per crescerlo nella religione cattolica. Da qui si dipana il film di Bellocchio, che via via si concentra su una sequenza di riti (religiosi e non), vissuti come rituali nevrotici per tenere a bada un’angoscia che attanaglia tutti i protagonisti.

“Il sol dell’avvenire” è dietro le spalle

“Il sol dell’avvenire” di Nanni Moretti è quasi un fan-film, in cui c’è un po’ tutto: i dolci, la coperta patchwork, le scarpe, i palleggi, le canzoni cantate in macchina, la vespa (qui monopattino) ecc. Ma è solo apparenza. Il Moretti attore protagonista, nei panni di sé stesso, tradisce il suo disagio nel rifare le stesse cose che ormai non gli si addicono più, e lo stesso disagio si comunica allo spettatore.

“Il ritorno di Casanova”, due film al prezzo di uno

Ispirato a un racconto di Arthur Schnitzler, l’ultimo film di Gabriele Salvatores è un intreccio tra un devastante dilemma amoroso di un regista ormai anziano e il montaggio di un suo film su Casanova. Opera ambiziosa ma non riuscita, costruita su una vicenda poco plausibile e legata all’arcaica idea che un uomo di potere non diventa mai vecchio e sarà sempre attraente per qualsiasi donna.

Oggi al cinema: Francia-Italia 2 a 0

Dopo i fasti di Germi, Monicelli e Risi, la commedia all’italiana langue mentre quella francese sembra inesauribile. Forse perché quest’ultima è colta e fuori del tempo mentre la nostra metteva in campo soprattutto soggetti tratti dalla concretezza dell’esperienza. Se è così, sarebbe bene interrogarci sulla situazione dell’Italia di oggi. Magari farebbe bene anche al nostro cinema.

“The Fabelmans”: due o tre cose che Steven Spielberg sa sul cinema

“The Fabelmans” di Steven Spielberg è un film autobiografico nel quale il regista, immedesimandosi in un bambino fa emergere alcuni fondamenti dell’arte cinematografica: il racconto fiabesco, il gioco delle emozioni, la manipolazione. Il tutto per parlare a un pubblico ampio, come ha saputo fare il cinema classico hollywoodiano, del quale Spielberg è degno continuatore.

40 cinema… e poi non ne rimase nessuno?

I cinema chiudono. Le scelte del Governo per contrastare la pandemia, l’uso abituale della visione casalinga in streaming durante i lockdown e ora il caro-bollette stanno concludendo un processo iniziato a metà degli anni ’50 con la diffusione della TV. Non si tornerà indietro, ma bisogna cominciare un’altra storia: quella della conservazione e dell’educazione alla fruizione dei film.