Loris Caruso insegna Teoria sociale all'Università di Bergamo. Si è occupato a lungo di movimenti sociali e partiti politici. Attualmente il suo principale terreno di ricerca è il rapporto tra nuove tecnologie e teoria sociale. Tra le sue pubblicazioni, il saggio "Podemos e il populismo di sinistra" (Meltemi 2021, con Francesco Campolongo) e i romanzi "Il destino Rimbaud" (Oedipus 2021) e "In campo la vita sparisce. Il romanzo di Maradona" (Castelvecchi 2022). È attivo nell'associazione “Paese Reale”.

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L’umanità e la resistenza. A proposito di “Magnifica Humanitas”

Una conclusione che si può trarre dalla prima enciclica di Leone XIV è che l’orizzonte cristiano e quello socialista condividono un terreno di resistenza dell’umano, ed entrambi si sottraggono al dualismo tra catastrofismo apocalittico e apologia, che da sempre accompagna il mutamento tecnologico. È un’ottima base per dialogare sul futuro e per riappropriarci, come umanità, della domanda: “Cosa vogliamo costruire?”.

Democratizzare il mondo senza i popoli?

Quel che è in gioco oggi nel mondo è il passaggio da un assetto plurisecolare delle relazioni tra gli stati fondato sul dominio “aristocratico” di una o di poche grandi potenze a un’epoca di democratizzazione. Ma ciò non avverrà senza il necessario protagonismo dei popoli. È, dunque, urgente pensare a nuove forme di mobilitazione sulle orme di esperienze come il Forum sociale mondiale di Porto Alegre di 25 anni fa.