Giovanna Lo Presti, ricercatrice, si occupa di Letteratura italiana e del rapporto tra sistema scolastico e società.
Contenuti:
La strage sul lavoro di Brandizzo, come le molte che l’hanno preceduta nei decenni, non è una disgrazia. Molti si accontenteranno di commuoversi per servizi televisivi strappalacrime, mentre questa carneficina legalizzata dovrebbe portare a interrogarsi sugli assetti che l’hanno determinata e a valutare le parole ipocrite di chi occupa posti di potere per quello che sono: parole ipocrite (e quindi menzognere).
Le esternazioni del Ministro dell’istruzione e del merito Giuseppe Valditara sono pari solo alla sua mancanza di conoscenza della scuole e di idee coerenti. Invoca l’umiliazione degli studenti, dice e disdice sull’apertura estiva delle scuole, sui concorsi per insegnanti e sulla data degli esami “di riparazione”. Una sola cosa è certa: il ministro non ha idea dei meccanismi elementari che regolano il funzionamento delle scuole.
C’è, nel Rapporto annuale ISTAT 2023 (e nella sua edizione “in pillole”), un paragrafo intitolato “Le nuove generazioni come motore della crescita futura”. Il titolo fa ben sperare ma subito apprendiamo che «nel 2022 quasi un giovane su due mostra almeno un segnale di deprivazione e che oltre 1,6 milioni (pari al 15,5 per cento dei 18-34enni), sono multi-deprivati». Non è un segnale incoraggiante…
Il ministro Valditara sceglie il convegno di un’associazione integralista per annunciare le sue “novità”: dare alla scuola un ruolo sempre più funzionale al mondo del lavoro e potenziare le scuole paritarie, assegnando loro fondi del PNRR e prevedendo l’equivalenza tra l’insegnamento al loro interno e quello nelle scuole pubbliche.
La “carriera alias”, cioè il protocollo che offre la possibilità di comparire nella burocrazia interna di un ente con il nome che corrisponde alla propria identità di genere anche se diversa da quello anagrafico, si sta diffondendo anche nelle scuole. Ma siamo davvero sicuri che sia il modo più adatto per affrontare un tema delicato e complesso come la costruzione dell’identità sessuale nell’adolescenza?
Dopo gli scolari che, mano sul cuore e fazzoletto verde al collo, hanno accolto con l’inno di Mameli, a Latina, il ministro Valditara, è toccato ai bambini di una scuola elementare inneggiare alla presidente del Consiglio assisa su un F35 in piazza del Popolo a Roma, scandendone il nome in un tripudio di bandierine tricolori. Passi per i bambini, ma cosa ci facevano i loro educatori (se così si possono chiamare)?
350 studenti si apprestano a “formarsi” nella base militare di Sigonella, il principale hub dell’Aviazione Usa, base logistica in appoggio alla sesta Flotta americana nel Mediterraneo. È l’ennesima stortura dell’alternanza scuola-lavoro. Contro simili assurdità e per proteggere la scuola dalla logica del mercato e delle armi è nato l’“Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole” presentato oggi alla Camera.
«Viva la vita, abbasso la morte!» ha gridato in piazza Mélenchon, nella manifestazione francese contro la riforma delle pensioni. E, rivolto a Macron, ha aggiunto: «Tu sia maledetto per aver mercificato le nostre esistenze». La vita contro la morte: sino a quando il dibattito non si radicalizzerà in questo senso ci dovremo accontentare di una pseudo-sinistra lagnosa e di movimenti ecologisti all’acqua di rose.
Sanremo 2023 passerà alla storia – si fa per dire – come il festival del controverso messaggio di Zelensky e delle intemperanze di Blanco. Apprezzati dai più sono stati, invece, i monologhi della giornalista Francesca Fagnani e dell’influencer Chiara Ferragni. A torto ché di performance narcisistiche e conformiste di marca vagamente progressista tra lustrini e abiti di Dior non si sentiva davvero il bisogno.
La scuola sembra immobile. A scorrere i titoli delle principali testate giornalistiche e scolastiche sembra proprio di aver già letto e riletto tutto in tempi precedenti. I luoghi comuni vengono spacciati per idee e, intanto, i problemi restano irrisolti. Così si consolida il pensiero conformista, prima causa dell’immobilismo che tocca la scuola, il lavoro, la società e tutti i sistemi complessi.