Fabio Balocco, nato a Savona, risiede in Val di Susa. Avvocato (in quiescenza), ma la sua passione è, da sempre, la difesa dell’ambiente, in particolare montano. Ha collaborato, tra l’altro, con “La Rivista della Montagna”, “Alp”, “Meridiani Montagne”, “Montagnard”. Ha scritto, tra l'altro, “Poveri. Voci dell’indigenza. L’esempio di Torino” (Neos Edizioni, 2017); "Lontano da Farinetti. Storie di Langhe e dintorni" (Il Babi editore, 2019); "Per gioco. Voci e numeri del gioco d'azzardo" (Neos Editore, 2019); "Un'Italia che scompare (Il Babi editore, 2022); "Sotto l'acqua. Storie di invasi e di borghi sommersi" (LAReditore, 2024); "Bianco benestante ambientalista" (LAReditore, 2025).. Collabora dal 2011, in qualità di blogger in campo ambientale e sociale, con "Il Fatto Quotidiano".

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Una Montagna Sacra per restituire il senso del limite

Il Parco del Gran Paradiso compie cent’anni. Per celebrare il centenario c’è chi ha proposto di istituire al suo interno una Montagna Sacra, una cima su cui non salire (almeno in termini di consiglio) in omaggio alla grandezza della natura e a ricordo della nostra finitezza. Ottima idea, ovviamente cassata dai soliti esperti. Ma il progetto sta raccogliendo adesioni.

Altan, gli anni che passano e un sapore dolce amaro

Incontrare Altan è ripercorrere 50 anni della nostra storia sociale e politica. La cosa ha, inevitabilmente, un sapore dolceamaro. Non si può sfuggire all’amarcord ma, insieme, sorge spontanea una domanda: dove sono, oggi, la passione e l’impegno che animavano, negli anni settanta, una parte consiste della sinistra? il “sistema” ha davvero assorbito tutto e tutti?

Ambiente, parola sconosciuta ai politici

Il tema ambientale è quasi assente dai discorsi dei politici. Di tutti i politici. Nonostante la siccità, le bombe d’acqua (ultima quella delle Marche), l’estate uguale a quella del 2003, il consumo di suolo che avanza e via seguitando. Difficile votare per una classe politica inguardabile, completamente staccata dalla terra su cui cammina e che gli dà da mangiare e da bere.

Torino: eliminare il verde!

La cosa più stupida in ambito urbano è eliminare il verde. Soprattutto in tempi di drammatico cambiamento climatico. Ma i sindaci delle grandi città sembrano non accorgersene. Illuminante è il caso Torino, dove stanno per sparire, naturalmente “nell’interesse pubblico”, un piccolo parco, un bosco urbano e una vasta area protetta. Mentre la città diventa sempre più un inferno.

Sorella acqua e il suo spreco

Ormai lo sappiamo tutti: l’acqua si sta riducendo drasticamente per le dispersioni, per la siccità e per il cambiamento climatico che porta alla scomparsa dei ghiacciai. E conosciamo anche gli interventi necessari: dal razionamento alla riduzione dei consumi alla necessità di evitare grandi opere inutili che distruggono le sorgenti. Ma la politica continua a comportarsi come se nulla fosse.

Il Vallone delle Cime Bianche: ultima zona incontaminata del Monte Rosa

C’è, nel massiccio del Monte Rosa, un’ultima area incontaminata: il Vallone delle Cime Bianche, la cui fascia chiara è l’ultima traccia delle isole coralline di un mare tropicale scomparso nelle trasformazioni millenarie del pianeta. E c’è chi, contro ogni logica e contro lo stesso interesse economico, vuole costruirvi l’ennesima funivia: per poter andare da Alagna a Zermatt in infradito…

Torino: la Costituzione e il benessere degli animali

Il nuovo articolo 9 della Costituzione tutela il benessere degli animali. Non a Torino dove una vecchia area industriale si trasforma in quartiere modello (per i progettisti), riservando ai cani due aree abbandonate a se stesse, piene di buche, senza alberi e ombra, spesso senza acqua. Vedere per credere. C’è, oggi, di peggio ma essere civili costerebbe letteralmente quattro soldi.

Il Covid e l’informazione

Anche con riferimento al Covid l’informazione, salvo poche eccezioni, mostra la corda. Si continuano a confondere morti “per Covid” e morti “con Covid” e i dati di riferimento sui vaccini restano pressoché esclusivamente quelli forniti dalla case produttrici (tre multinazionali che hanno fatto profitti da capogiro).

Per Sergio Mattarella l’ambiente non esiste

Sergio Mattarella sta per concludere il suo mandato e ancora siamo in attesa di un suo discorso impegnativo sull’ambiente. In questi sette anni il presidente ha parlato di tutto, a cominciare dalla centralità della persona umana, ma di ambiente mai, salvo frasi di circostanza. La cosa più triste è che questo silenzio sembra rappresentare l’insensibilità al riguardo di gran parte degli italiani.