Fabio Balocco, nato a Savona, risiede in Val di Susa. Avvocato (in quiescenza), ma la sua passione è, da sempre, la difesa dell’ambiente, in particolare montano. Ha collaborato, tra l’altro, con “La Rivista della Montagna”, “Alp”, “Meridiani Montagne”, “Montagnard”. Ha scritto, tra l'altro, “Poveri. Voci dell’indigenza. L’esempio di Torino” (Neos Edizioni, 2017); "Lontano da Farinetti. Storie di Langhe e dintorni" (Il Babi editore, 2019); "Per gioco. Voci e numeri del gioco d'azzardo" (Neos Editore, 2019); "Un'Italia che scompare (Il Babi editore, 2022); "Sotto l'acqua. Storie di invasi e di borghi sommersi" (LAReditore, 2024); "Bianco benestante ambientalista" (LAReditore, 2025).. Collabora dal 2011, in qualità di blogger in campo ambientale e sociale, con "Il Fatto Quotidiano".
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Nel 2016 il fondaco dei Tedeschi, uno dei palazzi più pregiati di Venezia, situato com’è ai piedi del Ponte di Rialto e affacciato sul Canal Grande, era diventato, dopo una lunga storia cominciata nel XIII secolo, un polo del lusso. Ma anche il lusso non è più quello di una volta. I turisti cinesi non sono più attratti dai marchi stranieri e, così, il polo chiude: 226 dipendenti restano senza lavoro e il fondaco resta vuoto e inutilizzato.
Secondo quando accertato dalla Procura della Repubblica, il Comune di Milano ha concesso a palazzinari di un certo spessore di edificare palazzi e talvolta grattacieli al posto di bassi fabbricati, applicando la normativa relativa alla ristrutturazione. La prassi è, a dir poco, disinvolta. Ma ancor più colpisce la richiesta del sindaco al Governo di varare una sorta di sanatoria (motivata da una asserita scarsa chiarezza delle norme…).
A Torino l’attacco al verde prosegue: il Parco del Meisino va verso la distruzione, ai piedi del Monte del Cappuccino sta per essere piazzata una ruota panoramica; nel Giardino Artiglieri di Montagna vedrà la luce un supermercato. Ciò pone una domanda: non è autoritarismo non tutelare i beni comuni ed evitare il dialogo con la popolazione quando si vuole procedere a scelte che ne coinvolgono la salute?
Tra i referendum abrogativi per i quali è in corso la raccolta delle firme di presentazione c’è quello relativo alla norma che consente ai cacciatori l’ingresso in fondi privati senza possibilità, per il proprietario, di opporsi. È una norma di favore per la caccia priva di giustificazioni. Ma la richiesta di abrogazione è circondata dal silenzio.
Hollywood – alla cui costruzione hanno contribuito straordinari produttori, registi e attori ebrei –, è una formidabile macchina di propaganda dei democratici statunitensi e della loro narrazione. Raramente essa si è discostata dalla rappresentazione degli Stati Uniti come esportatori di democrazia. Ma oggi si raggiunge il paradosso: nella sua sterminata produzione filmica il conflitto israelo-palestinese è totalmente assente.
Alcuni Comuni hanno deciso di ridurre il taglio dell’erba nei giardini e nei parchi cittadini. Per risparmiare, certo, ma anche a tutela della biodiversità. Subito è iniziata la polemica tra opposti schieramenti: chi sostiene la scelta e chi rifiuta la “trasformazione della città in una giungla”. Eppure le soluzioni intermedie e razionali non mancano. Ma occorre partire dall’informazione e dal coinvolgimento dei cittadini.
C’è, in Val Grande di Lanzo, una delle ultime aree incontaminate dell’arco alpino occidentale, un angolo di paradiso e, in qualche modo di inferno, fuori dall’umano. È il Vallone di Sea. Manco a dirlo, il Comune progetta di costruirci una strada: una “bella” strada sterrata per raggiungere alcune baite abbandonate e con la prospettiva di proseguirla. La speranza è che, ancora una volta, la mobilitazione fermi lo scempio.
La corruzione a volte – l’ultimo scandalo ligure insegna – si sostanzia in serate a Montecarlo, borse firmate, orologi e via elencando. Ma quel che è ancora più grave è la corruzione endemica e penalmente irrilevante, cioè la sudditanza della politica all’economia che produce decisioni improvvide e inutili solo per ingraziarsi questo o quel gruppo economico e acquisire così consenso e voti. Ed è, purtroppo, la regola.
Invasi e dighe sono tornati di moda. La giustificazione è la necessità, conseguente all’aumento delle temperature e alla siccità, di accumulare acqua a fini idropotabili e irrigui. Incontestabile la necessità, ma vecchia, sbagliata e di grande impatto ambientale la risposta. Non servono nuove grandi opere ma occorre risparmiare sulla risorsa acqua, tappare le (enormi) falle e modificare le politiche alimentari.
Comune, Regione e Asl hanno deciso: il nuovo Ospedale Maria Vittoria di Torino dovrà sorgere nel Parco della Pellerina. Ci sarebbe un’alternativa: l’enorme stabilimento della Thyssen, abbandonato dopo il terribile rogo del dicembre 2007. Ma il Comune non ha mai preteso dai proprietari la bonifica dall’inquinamento dei terreni.