Ex GKN: il futuro irrompe

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Comunque finirà la lotta dell’ex GKN di Campi Bisenzio, i suoi operai non avranno nulla da rimproverarsi. Dal 9 luglio 2021 a oggi, hanno resistito a promesse tradite di reindustrializzazioni dall’alto, all’assedio materiale di stipendi non pagati e al licenziamento definitivo dello scorso marzo 2025, insegnandoci a insorgere per convergere (https://vll.staging.19.coop/in-primo-piano/2024/10/22/la-ex-gkn-a-un-svolta/), scrivendo leggi nazionali e regionali (https://vll.staging.19.coop/lavoro/2024/12/24/una-legge-per-la-ex-gkn/ ) ed elaborando piani industriali (https://vll.staging.19.coop/lavoro/2023/03/09/gkn-un-caso-esemplare-di-protagonismo-operaio/ ).

Come sta scritto nel manifesto che indice l’ennesima iniziativa di mobilitazione nazionale, «ci hanno lasciato 15 mesi senza stipendio e poi licenziati; a ottobre saremo al 7° mese di disoccupazione. Eppure il collettivo operaio, con la Società Operaia di Mutuo Soccorso, ha un piano industriale. E una visione: conversione ecologica, fabbrica socialmente integrata, con proprietà pubblica dell’immobile e gestione cooperativa con azionariato popolare diffuso. È nato un consorzio industriale pubblico per rilevare lo stabilimento e sottrarlo alla speculazione. Tutti da anni ci dicono: “domani interverremo”. Il domani non arriva da oltre quattro anni. Ci logorano, aspettando che ci si dissolva da soli. E siamo sempre al nulla di fatto. Evidentemente il nostro esempio “rompe”. Dà fastidio a chi vuole convertire le industrie per il riarmo, impedire la transizione ecologica, imporre ricatti a lavoratrici/ori e territori. Rompe perché il nostro è un esempio potenzialmente contagioso: “si può fare”, c’è una alternativa».

Questa lotta finirà: sta a noi decidere come.

Dopo nove mesi di lavoro, il piano industriale ha superato con successo le verifiche dettagliate di quattro due diligence tecniche ma – con la sola eccezione di Banca Etica – non abbiamo ancora ricevuto alcuna informazione seria in merito alle delibere di investitori istituzionali e privati (a sedicente impatto “etico-sociale”) o all’avvio effettivo del consorzio industriale che dovrebbe rilevare lo stabilimento. Giunti a questo punto, abbiamo una sola domanda da porre a tutte le organizzazioni del nostro territorio: volete o no questa vittoria?

Per quanto ci riguarda, il tempo della solidarietà via social, delle dichiarazioni, dell’attendismo, dello scetticismo o, peggio, dell’indifferenza è finito: la nostra credibilità dipende dalle azioni concrete che ogni organizzazione – piccola, media o grande – saprà e vorrà mettere in campo per difendere questa lotta e contribuire a questa vittoria. A cominciare dalla partecipazione al corteo nazionale indetto dal Collettivo di fabbrica dell’exGKN a Firenze il prossimo 18 ottobre, passando attraverso l’unica arma rimasta a nostra disposizione per la riconversione ecologica della produzione dell’ex Gkn: l’adesione e la diffusione dell’azionariato popolare.

Da parte nostra, possiamo solo constatare che non avremo presto un’altra occasione per dimostrare che è possibile praticare un’alternativa alle deindustrializzazioni, al riarmo e alla riconversione bellica della nostra economia.

Parlare d’altro, di questa lotta, mentre il fiato resta sospeso su quanto sta accadendo o sta per succedere a Gaza, dopo settimane di mobilitazione come quelle che abbiamo vissuto per fermare il genocidio di Israele e reclamare libertà e giustizia della Palestina, non ci imbarazza. Perché prima di queste settimane non abbiamo mai smesso di credere nel significato delle parole “per questo, per altro, per tutto”. E mai come ora cogliamo l’urgenza del loro capovolgimento: “per tutto, per altro, per questo”. Quattro anni di lotta, insorgenza e convergenza bastano e avanzano per capire che la marcia dell’indignazione per Gaza e per la sicurezza dell’equipaggio della Global Sumud Flotilla ha tanto bisogno anche di questa vittoria.

* L’articolo è la sintesi della posizione di Co.Mu.Net – Officine Corsare

Gli autori

Leonard Mazzone

Leonard Mazzone è assegnista di ricerca in Filosofia sociale presso il Dipartimento di Sociologia e ricerca sociale dell’Università di MIlano-Bicocca, dove sta conducendo un progetto intitolato “Mutualismi emergenti. Narrazioni e pratiche di reciprocità solidale ai tempi della sindemia”. Docente a contratto in Filosofia sociale (presso l’Università di Firenze) e in Filosofia della storia (presso l'Università di Torino), alla ricerca universitaria combina l'attivismo culturale e politico in Comunet-Officine Corsare (di cui è presidente). È autore di di diversi contributi apparsi su riviste italiane e internazionali, nonché delle seguenti monografie: “Una teoria negativa della giustizia” (Mimesis, 2014), “Il principio possibilità. Masse, potere e metamorfosi nell’opera di Elias Canetti” (Rosenberg & Sellier, 2017), di “Introduzione a Elias Canetti. La scrittura come professione” (Orthotes, 2017) e di “Ipocrisia. Storia e critica del più socievole dei vizi” (Orthotes, 2020). È presidente del Collettivo di ricerca sociale della Rete italiana imprese recuperate.

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