Spegnere la tivù

Solo chi ha un’opinione sventata, apodittica, non argomentata, è il benvenuto nei talk-show; chi invece procede in modo dubitativo, o facendo leva su un ragionamento complesso, viene gentilmente accompagnato alla porta. L’esito ultimo, neanche a dirlo, è manicomiale. Che fare, dunque? Prima di tutto spegnere la tivù.

Libertà e buona sorte

Di fronte alle molte restrizioni di questi giorni risuona forte la domanda «è necessario?», che rimanda agli interrogativi di sempre sulla libertà di ciascuno e sui suoi limiti. Per le risposte soccorrono i poeti, a cominciare da Walt Whitman e dal suo “Canto della strada aperta”, magnifico inno alla vita e alla libertà.