“Orlando”, il capriccio di Virginia Woolf

“Orlando”, il meno moderno tra i romanzi di Virginia Woolf, è, secondo le parole dell’autrice, “un capriccio” iniziato come uno scherzo, una sorta di brillante tour de force dell’intelligenza. Oggi questa natura del romanzo trova uno strano, vitalizzante parallelo nella vertigine interpretativa in cui il pubblico è trascinato da Anna Della Rosa, mattatrice della sua riduzione teatrale di Andrea De Rosa e Fabrizio Sinisi.

Israele, la Palestina e il razzismo della pelle bianca

Hamas che sgozza i neonati è il male, Israele che bombarda un intero popolo inerme, ridotto alla sete, è il male. Non si tratta di scegliere: si tratta di mostrare che un’altra prospettiva è possibile. E invece le reazioni di noi occidentali sono terribili. Terribili perché disumane: perché vediamo, e condanniamo, le mostruosità degli ‘altri’ mentre minimizziamo e anzi giustifichiamo quelle dei nostri.