Nostalgia del Venezuela

Ho contribuito, vent’anni fa, a girare due documentari in Venezuela e ho, per questo, approfondito la rivoluzione bolivariana. Ciò non mi rende certo un esperto delle vicende attuali del Paese ma mi consente, almeno, di esprimere un’impressione, quella di un déjà vu: non si poteva – e non si può – tollerare l’esistenza, in un potenza petrolifera, di un governo popolare, nazionalista e socialmente progressista.

14 punti su quanto sta accadendo in Venezuela

In Venezuela l’opposizione denuncia brogli da parte di Maduro e, senza attendere il controllo finale, sostiene di aver vinto le elezioni sulla base dei verbali (incontrollati) del 40% dei seggi. Perché solo del 40% quando il sistema prevede, per ogni seggio, verbali prodotti in automatico e successivi controlli incrociati con dati a disposizione di tutti? L’anomalia è clamorosa ma gli Stati Uniti si accodano…

Cosa succede in Venezuela?

Come nel 2019, il Venezuela è nel caos. Allora fu Juan Guaidó ad autoproclamarsi, senza successo, presidente. Oggi è Edmundo González Urrutia a contestare, con l’appoggio degli Stati Uniti e della destra sudamericana, la vittoria di Maduro, certificata dalle autorità elettorali. Maduro evoca il golpe ma, questa volta, tarda a rendere pubblica la documentazione dei seggi. Intanto lo scontro si sposta nelle piazze.

Cosa succede davvero in Venezuela?

Quali che siano le opinioni, anche molto critiche, sugli ultimi anni del Governo Maduro è evidente che quella in corso è un’operazione orchestrata dagli Stati Uniti volta a far “saltare il banco” della difficile situazione interna pur di far cadere Maduro, mettendo in conto anche il rischio di una spaventosa guerra civile.

Dalla Siria al Venezuela

Nel conflitto venezuelano la democrazia non c’entra nulla. Se Maduro è impresentabile non si sta certo meglio in Honduras o in Guatemala. Ma il Venezuela ha la maggior riserva petrolifera del mondo e garantisce il controllo dei Caraibi. Ciò lo rende una carta decisiva per la rielezione di Trump.

Da Saddam a Maduro, il delirio dei liberal

L’atteggiamento dei nostri liberal sul Venezuela è a dir poco singolare. Oggi si compiacciono per l’accordo raggiunto tra gli Stati Uniti e i Talebani (quelli che mozzavano le teste allo stadio di Kabul) e considerano Maduro peggio di Saddam Hussein. È l’esito dell’adesione acritica alle politiche americane, qualunque esse siano.